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Ultime dalla Patagonia. Ancora una traversata per Honnold e Haley. Lindic e i Ragni di Lecco aprono nuove vie

Mentre le spedizioni invernali tornano a casa dall’Himalaya con un nulla di fatto, dalla Patagonia continuano ad arrivare notizie di nuove traversate e ascese.

Traversata dal Cerro Electrico Oeste all’Aguja Guillaumet per Honnold e Haley

In primis da Alex Honnold e Colin Haley che, fino all’ultimo giorno di permanenza a El Chaltén, hanno sfruttato ogni raggio di sole per salire in parete. Il 27 febbraio, alla vigilia del rientro a casa di Alex, i due hanno deciso di sfruttare il recupero del materiale lasciato sul Piedra Negra per arrampicare ancora un po’. “Il meteo era migliore di quanto ci potessimo aspettare” racconta Haley, descrivendo le scorribande di quella che si è rivelata una “giornata lunga ed eccellente”. Ultima impresa portata così a casa: la traversata dal Cerro Electrico Oeste all’Aguja Guillaumet.

Dal Piedra Negra i due hanno traversato verso Nord, raggiungendo la base del Cerro Electrico Oeste. Da qui hanno percorso senza corda da Nord a Sud l’intera linea di cresta verso la vetta principale, affrontando molteplici vette minori. Cime di roccia metamorfica, tra cui “la più acuta è un vero e proprio ago che si slancia verso il cielo, ben visibile dalle aree attorno al Piedra Negra e proprio nel discendere lungo il versante sud di questo ago, abbiamo usato per la prima volta la corda, calandoci per circa 30 metri”.

Un’ultima avventura di coppia giusto per tornare a casa abbastanza stanchi. “Indossando le scarpette da arrampicata, al contrario di Alex che ha usato quelle da avvicinamento, non ho avuto problem nelle fasi di arrampicata senza corda, sebbene ci fossero alcune sezioni, in particolare durante la discesa, in cui sono arrivato un po’ al limite di comodità”.

“Cosa divertente è che pare che la nostra sia stata la prima salita del Cerro Electrico Oeste”. Non ne dubitavamo. Dal Paso Cuadrado, i due hanno proseguito verso Sud, “superando prima due torri granitiche sul versante Ovest” per poi raggiungere l’attacco della via “Giordani” sull’Aguja Guillaumet e proseguire verso la base della “Comesaña-Fonrouge”, salita in due tiri in simul climbing. Attraverso una “epica breve discesa lungo l’Amy Couloir” hanno riguadagnato la via verso El Chaltén, raggiunta in tarda serata.  “Un paio d’ore dopo Alex stava salendo su un bus in direzione dell’aeroporto”.

Nuova via per Luka Lindic e Luka Krajnc sull’Aguja Saint Exupery

Sempre nel corso dell’ultima soleggiata settimana di febbraio, sull’Aguja Saint Exupery erano invece impegnati gli sloveni Luka Lindic e Luka Krajnc. Erano anni che i due amici e compagni di cordata non mettevano a segno salite rilevanti come il loro primo successo congiunto sulla Nord delle Grand Jorasses, dove nel 2014 hanno realizzato la prima salita invernale della via “Rolling Stones” (1.100 m, M8, 6a) in soli 6 giorni. Quest’anno, approfittando di 3 giorni di bel tempo tra il 20 e il 22 febbraio, hanno aperto “Mir” (trad. “Pace”, 700 m, 7a +, A3, 70º), una nuova via sulla Sud dell’Aguja Saint Exupery, tentata nel 1998 da Marcelo Galghera e Horacio Gratton, che si ritirarono però dopo averne affrontato le prime 6 lunghezze.

Secondo quanto riportato sul blog di Rolando Garibotti Patagonia vertical, la via inizia dalla “Petit Prince”, si sposta verso sinistra affrontando un “bellissimo sistema di fessure che conduce a una enorme sezione ripida, che porta al tiro chiave. Hanno scalato 15 nuove lunghezze (500 m), con difficoltà fino a 6c e A3, collegandosi a Petit Prince e seguendola fino alla cima. Hanno bivaccato due volte, nei tiri 9 e 16 ”. Data la ripidità della parete dopo il tiro chiave, i due hanno preferito scendere lungo la via degli italiani.

“È stato bello fare di nuovo squadra insieme e constatare che lavoriamo ancora alla grande, se non meglio”, il commento sui social di Lindic.

Nuova via su El Mocho per Della Bordella e Pasquetto

Chiusura della stagione patagonica con il botto anche per il trio Della Bordella – Bernasconi – Pasquetto. “Un ultimo regalo ventoso dalla Patagonia”, si legge in un post comparso sul profilo Instagram del Presidente dei Ragni di Lecco alla vigilia del rientro in Italia. L’ultima impresa, realizzata il 28 febbraio, ha in realtà visto come protagonisti Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto, mentre Bernasconi è stato vinto dall’influenza. I due hanno deciso di raggiungere El Mocho e tentare di completare la via lasciata in sospeso nell’estate 2019 sulla parete Nord in compagnia di Brette Harrington. Missione compiuta. La via è stata ribattezzata “Jurassik Park” (320 m, 7b, C1). Vi faremo leggere a breve il racconto della scalata di Matteo Della Bordella.

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