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Donne nel Soccorso Alpino, gli “angeli” della montagna

Testo di Giorgio Gajer, presidente del CNSAS Alto Adige

Da anni il CNSAS lavora nel settore della prevenzione, sia in estate che in inverno, con l’ obbiettivo di creare una coscienza responsabile a chiunque affronti l’ambiente montano, cosicché si affronti la montagna con preparazione adeguata e informandosi sempre sulle condizioni meteo e sul percorso da affrontare.

Negli ultimi anni sono sempre più le donne che entrano a far parte della grande famiglia del soccorso alpino.

Parliamo chiaramente di volontarie, unità cinofile da valanga e superficie, medici specializzati nella medicina di montagna, sanitarie. Tutte specializzate nel settore alpino, forra, speleo, ecc. L’ obbiettivo è vivere la montagna in sicurezza, conoscerla e rispettarla cercando di ridurre al massimo i rischi.

Queste donne sono persone normali che hanno un grande amore par la montagna. Sono volontarie pronte a scattare 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Pronte e disponibili a lasciare il lavoro che stanno facendo per poter intervenire il prima possibile. Queste circa 50 donne, sui 700 volontari del Soccorso Alpino Alto Adige, sacrificano anche loro la famiglia, il lavoro, il tempo libero per cercare di aiutare chi è in difficoltà con l’ obbiettivo di portare a casa le persone in vita. Donne diverse: guide alpine, medici, legali, tecnici, casalinghe ecc.

Gli “angeli” della montagna.

Sono orgoglioso a presiedere questa bella e invidiata realtà che è il Soccorso Alpino in Alto Adige.

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