Sport estremi

Artico. Horn e Ousland ancora a bordo della Lance in ostaggio dei ghiacci

Sono trascorsi meno di 7 giorni dall’approdo sulla Lance di Mike Horn e Borge Ousland, accompagnati dagli esploratori norvegesi Aleksander Gamme e Bengt Rotmo. Ma la traversata dell’Artico ancora non può dichiararsi conclusa.

Come affermato da Annika Horn, la spedizione sarà ufficialmente conclusa quando Mike e Borge saliranno nuovamente a bordo della Pangaea, la nave che ormai tre mesi fa li accompagnati fino agli 85°N, punto da cui hanno iniziato a scivolare sui ghiacci artici.

Mike e Borge sono stati accolti la scorsa domenica a bordo della Lance con un bel piatto di zuppa di spinaci, una bistecca e del cioccolato fondente con il gelato. Ora, a distanza di una settimana, sembra che l’Artico non voglia lasciarli andare via. La nave è infatti bloccata nuovamente nel ghiaccio.

“Ma non siamo troppo preoccupati di restare bloccati – scriveva Horn qulche giorno fa – anche se non vedo l’ora di incontrare la crew a bordo della Pangaea. Visto che il ghiaccio si muove velocemente e costantemente nell’Artico, sono fiducioso che con questo team di esperti a bordo, ne usciremo in men che non si dica. Se per venerdì non ce l’avremo fatta, è previsto l’arrivo di una tempesta che sono certo ci aiuterà a fare manovra per uscire dal ghiaccio”.

Tempo di attesa e riflessioni

Una lunga attesa che sta consentendo ai due di rimettersi in forze e, nel mentre, tirare le somme dell’avventura quasi conclusa.

“L’Artico ti dona tempo per raccontare storie fantastiche, per creare le amicizie più forti e spingerti al limite. Non importa quale scuola tu abbia frequentato, quanto tu sia ricco o quale sia il tuo lavoro. L’Artico non giudica, tratta tutti allo stesso modo”. Un ambiente ostile che, a detta di Mike, tira fuori la versione non filtrata di se stessi.

Anche il ghiaccio che àncora la Lance diventa spunto di insegnamento: “ Queste situazioni insegnano ad essere pazienti e ad ascoltare e rispettare la natura. In un certo senso questo momento mi ricorda le attese del bel tempo al campo base del K2, per attaccare la vetta. La natura ha sempre la prima parola e sta a noi ascoltarla, osservarla e adattarci”.

Recuperando le forze

Horn racconta di avere problemi di insonnia. “Mi sento scaricato e cammino intorno come uno zombie senza scopo”. Servirà del tempo per tornare in sé. “Io e Borge abbiamo spinto i nostri limiti molto più lontano di quanto potessimo immaginare”.

“Non siamo ancora totalmente tornati al mondo reale. In tanti anni di esplorazione, la fine di una avventura è sempre un po’ strana e difficile da affrontare. Ci vuole del tempo per passare dalla modalità sopravvivenza ad uno stato in cui si possa sentire nuovamente del tutto rilassati”.

“È stata una battaglia fin dall’inizio, fino alla vera fine, ma non avrei volute fosse diversa. Ciò che ho vissuto e sperimentato ha aggiunto valore alla mia vita, l’unico valore di cui necessito per esistere, valore che non posso perdere, valore che vive dentro di me e che porterò con me per il resto della mia vita”.

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