AlpinismoAlta quota

K2 invernale. Mingma Sherpa: “Il nostro ostacolo sono i soldi”

Migma G. Sherpa, John Snorri, Gao Li, Sirbaz Khan e Tamting Sherpa fanno parte dell’unico team che ufficialmente tenterà di scalare il K2 in inverno.

Siamo molto positivi circa il successo di arrivare in vetta: abbiamo creato il migliore dei team per riuscirci. Attualmente il nostro ostacolo solo i soldi. Abbiamo contribuito con i nostri fondi, ma non è abbastanza per il nostro obiettivo e abbiamo davvero bisogno che tutto vada perfettamente per non fallire” scrive lo sherpa aprendo un crowdfunding online (chi volesse contribuire, può andare sulla pagina Facbook di Mingma).

La partenza della spedizione, che avrebbe dovuto essere imminente, è quindi per il momento spostata a inizio gennaio 2020. Il termine per arrivare in vetta è il 28 febbraio, fine dell’inverno secondo il calendario meteorologico, che segue anche Denis Urubko, impegnato invece sul Broad Peak.

Il gruppo salirà dallo Sperone degli Abruzzi, non sono state date informazioni circa l’utilizzo dell’ossigeno supplementare.

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5 Commenti

  1. eh! grazie al cavolo….sono anche il mio di ostacolo!
    ma non è che apro un crowdfunding per ogni vacanza che mi viene voglia di fare…o forse dovrei?

  2. Beh, sapete com’è. Se le vostre vacanze ragionevolmente avessero una possibilità di spostare un pochino il limite dei sogni di una parte dell’umanità, qualche soldo ve lo darei.

      1. Eheheh… Viviamo in un mondo in cui ahimè nessuno è più padrone del proprio destino. 100 anni fa chi si fosse sognato di intraprendere una qualunque impresa similare per sforzi non si sarebbe tirato indietro.
        Per rispetto verso tutti.
        Invece oggi si chiedono soldi per tentare… Cosa? Io veramente non ci vedo niente di scientificamente rilevante.
        Solo un teatrino in cui per accendere interesse si deve sparare in alto.
        Ogni vetta invernale non è una sfida dell’umanità ma soltanto una scommessa con la morte di un gruppo di individui.
        Liberissimi di farlo ma non con i miei soldi né con la mia attenzione.
        Se smettessimo di guardare solo gli 8000 e ci impegnassimo di più per divulgare l’amore per la montagna (anche di casa nostra, va benissimo) fra noi comuni mortali, questo si che meriterebbe un crowdfunding.

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