Arrampicata

Emily Harrington cade su El Capitan. “Sono malconcia ma tutto ok”

La climber americana Emily Harrington è rimasta vittima di una caduta su El Capitan, a Yosemite, dove era impegnata nella salita della Golden Gate. Fortunatamente è lei stessa a raccontare l’accaduto dal letto dell’ospedale di Fresno in cui è al momento ricoverata.

“Ho avuto un incidente ieri su El Cap – si legge nel post apparso sul suo profilo Instagram il 25 novembre, a corredo di una serie di immagini che ne mostrano il volto tumefatto e una vistosa ferita sul collo – sono malconcia ma andrà tutto bene per fortuna. Non c’è molto da dire a parte che ho fatto una brutta caduta e un chiodo non ha retto. Poi in qualche modo la corda mi ha sfregato il collo. Tutto ciò che so è che sono grata che ci fossero Adrian Ballinger, Alex Honnold, Jon Glassberg, Sanni McCandless, Tara Kerzhner e Yosar, pronti a recuperarmi e aiutarmi”.

Proprio il caso di dire che chi trova un amico trova un tesoro. In questo caso un ottimo team di amici che si sono trasformati in competenti soccorritori.

Il racconto del soccorso di Adrian Ballinger

Adrian Ballinger, compagno di Emily, ha raccontato su Instagram i concitati momenti che hanno seguito la caduta di quella che definisce amorevolmente, “la persona più importante della mia vita”.

L’impatto della climber contro la roccia e le sue ferite vistose, hanno portato il gruppo a sospettare di qualche danno spinale. “Ma a guardarci indietro si sarebbe trattato del migliore degli scenari di fronte ad altri ben peggiori”. Alex Honnold ha provveduto a mantenerla calma e immobile in parete, iniziando a preparare Emily per una evacuazione, “raccontandole storie e chiedendole di parlare nel mentre“. Tara si è dovuta occupare di tenere nel mentre calmo Adrian.

Lo YOSAR (Yosemite Search and Rescue) è arrivato sul posto in 90 minuti “con uno staff numeroso e l’equipaggiamento necessario per portarla giù dalla parete e poi sulla strada”. I paramedici hanno somministrato a Emily dei farmaci. Una situazione complicata, che poteva diventare tragedia, affrontata con forza grazie al “supporto di amici a casa e a Yosemite”. Ma soprattutto “grazie a Emily stessa e alla sua mente da combattente. Ha affrontato il dolore, ha aiutato a sua volta ove possibile, è rimasta positiva per tutto il tempo”. 

Le due dita aperte nel simbolo della pace che Emily ci mostra, fiduciosa di riprendersi subito dall’accaduto, diventano così il simbolo della sua tenacia.

Salire in libera e in giornata la Golden Gate

Obiettivo per cui era tornata a El Cap questo autunno era la realizzazione della salita in libera in giornata della Golden Gate. Siamo pertanto certi che la rivedremo appena possibile a Yosemite, su quella via d’arrampicata aperta nel 2000 dai fratelli Huber e già affrontata da Emily nel 2015, quando ne ha salito tutti i tiri in libera, assicurata da Adrian Ballinger.

Tags

Articoli correlati

4 Commenti

  1. Se ci si pende la briga di cercare sul web l’argomento “Lesioni causate da precipitazione”, appunti di medicina legale…per causa sport o lavoro… ci si penserebbe su parecchio.Anche con tutte le precauzioni..qualche effetto rimane.
    Per esempio anche se la caduta viene frenata da dispositivi collocati all’ esterno del corpo ,gli organi interni..proseguono per inerzia e .stop..a chi e’interessato i particolari inquietanti.

    1. Anche a guardare i manichini nei crash test passerebbe la voglia….ma la gente continua a guidare chattando con lo smartphone…per questo continuo a sentirmi più sicuro in parete legato ad una corda che in strada…

    2. Non ho ben capito il commento, era una critica all’arrampicata o all’alpinismo o semplicemente una presa di coscienza dei rischi?
      Ovviamente tutti i climbers che praticano arrampicata coscientemente sanno dei pericoli derivanti da questo sport, dovuti a impatto, fattori di caduta, materiali, etc..

    3. Se la caduta viene arrestata da una corda dinamica, a sua volta frenata dinamicamente, le lesioni possono essere cagionate solo da eventuali impatti. Dan Osman si gettava nel vuoto assicurato ad una corda priva di assicurazioni intermedie, legata 50 metri sotto di lui, senza subire alcuna conseguenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close