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Annapurna. A 3.700 metri un centro di comunicazione a supporto dei soccorsi

Lo scorso sabato, lungo il circuito dell’Annapurna (8.091 m), è stato inaugurato un centro ICT (Information e Communication e Technology) a supporto dei soccorsi in alta quota. Una postazione fissa che consentirà di rendere più rapidi ed efficaci i soccorsi ad escursionisti e alpinisti impegnati nella zona.

Un centro ICT a 3.700 metri di quota

La struttura è stata installata a 3.700 metri di quota, presso il campo base del Machhapuchhre (6.993 m), una vetta sacra per le popolazioni locali che si erge di fronte alla città di Pokhara.

L’annuncio dell’attivazione del “Nepal Annapurna ICT Rescue Center” è stato diffuso lo scorso giovedì a seguito della definizione di un accordo tra la KT Corporation of South Korea, la Um Hong Gil Human Foundation e la Nepal Mountaineering Association (NMA).

L’intento è di poter avere una squadra di soccorso pronta a raggiungere eventuali vittime di incidenti senza dover attendere l’arrivo di elicotteri da Kathmandu. Soccorritori in continua comunicazione con gli alpinisti impegnati nell’ascesa, mediante utilizzo di dispositivi di geolocalizzazione.

Come dichiarato da Santabir Lama, president del NMA, “grazie al supporto della tecnologia nelle azioni di soccorso, gli elicotteri saranno inviati soltanto dopo aver localizzato con precisione i dispersi tramite GPS. La tecnologia aiuterà a diminuire il rischio di morte per gli alpinisti dispersi sulla montagna”.

Una squadra di droni pronta all’intervento

I dati forniti dai dispositivi GPS consentiranno ai soccorritori di inviare a supporto di eventuali vittime di incidente una squadra di droni, già disponibile presso il Centro ICT. “I droni a disposizione del Centro potranno comprendere se un alpinista sia morto grazie alla possibilità, tramite un sensore termico. Ogni drone può inoltre trasportare fino a 7 chilogrammi e portare quindi sul luogo delle operazioni medicine e cibo”.

Troppi morti sul circuito dell’Annapurna

L’idea di installare un centro di soccorso fisso sul circuito dell’Annapurna deriva da una tragica analisi del numero di morti degli ultimi anni. Ben 172 in 7 anni. In molteplici casi interventi più pronti avrebbero potuto salvare vite umane.

Conti in positivo

Di certo mantenere attivo l’ICT Center non rappresenta una scelta a costo zero. Su questo punto la KT Corporation of South Korea, la Um Hong Gil Human Foundation e la Nepal Mountaineering Association (NMA) dimostrano di aver studiato bene il businness plan.

Come spiegato in poche parole da Hong Gil, è inevitabile che la notizia di un centro di soccorso al campo base richiamerà ancora più escursionisti, andando ad incrementare gli introiti economici già copiosi del circuito dell’Annapurna che, accanto al trek dell’Everest, rappresenta una delle due scelte classiche degli appassionati di montagna che si recano in Nepal.

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