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Maltempo nel weekend: piogge abbondanti, neve in quota e disagi sui passi alpini

Il lungo ponte di Ognissanti ha visto l’intera Penisola flagellata da una perturbazione atlantica che ha portato piogge abbondanti a bassa quota e neve su rilievi alpini e appenninici.

Una spolverata di neve sulle Alpi occidentali

Una coltre bianca, per la gioia degli appassionati di sport invernali che già sperano in un inverno propizio, ha ricoperto le vette di Piemonte e Valle d’Aosta. In particolare tra sabato e domenica, la neve è caduta fino a quota 1.300-1.500 metri sulle Alpi occidentali. Una breve spolverata che ha imbiancato Bardonecchia e altre stazioni sciistiche piemontesi.

A quote più elevate, tra i 1.800 e i 2.000 metri, la neve è caduta più fitta, portando ad accumuli fino ai 15 cm a Sestriere e circa 40 cm nella zona del Bianco. Oltre 20 cm sono caduti nella zona di Breuil-Cervinia in Valtournenche (Valle d’Aosta). 50 cm si sono registrati a Courmayeur Pre de Bard (2.000 m) e 70 cm a Morgex Lavancher (2.842 m).

Neve su Lombardia e Trentino. Disagi ai passi alpini

Anche sui rilievi delle regioni orientali la neve è caduta abbondante oltre i 2.000 metri. 40 centimetri si sono registrati sul ghiacciaio del Presena, a partire dai 2.400 m.

Non pochi i disagi alla circolazione sui passi alpini. Nel corso del weekend è stato chiuso in via temporanea e parziale il Mortirolo sul versante valtellinese. Necessità di catene montate invece su Passo Gavia e Stelvio. In Valtellina a causa del vento forte è stata chiusa la strada statale 38 “Dello Stelvio” in direzione Bormio, in località Valdidentro. Sempre a causa del maltempo è stato chiuso temporaneamente anche il versante Trentino del Passo del Tonale e quello altoatesino dello Stelvio.

Chiuso invece in via preventiva dal 31 ottobre il passo Crocedomini, passaggio che collega Valtrompia, Valcamonica e Valsabbia. L’ordinanza, come ogni anno, è da considerarsi temporanea e valida fino alla revoca in primavera.

Delicato intervento CNSAS in una grotta del Trentino

I vigili del fuoco, il Soccorso alpino e il nucleo Saf-speleo alpino fluviale dei permanenti di Trento hanno tratto in salvo poche ore fa cinque escursionisti altoatesini rimasti bloccati da ieri nella grotta del Bus del Diaol, nei pressi di Arco (TN).

L’allerta è scattata nella serata di ieri quando un parente ha contattato il numero unico per le emergenze, denunciando il mancato rientro di un familiare impegnato nell’escursione.

Sul posto è arrivato personale del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto e Trentino Alto Adige, con le Stazioni di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza e Veneto orientale, per un totale di 43 soccorritori, la Stazione di Riva del Garda e di Rovereto del Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri.

La grotta Bus del Diaol si sviluppa in orizzontale per circa 800 metri, con limitato dislivello e si caratterizza per la presenza di sifoni di sabbia. I cinque sono rimasti bloccati in corrispondenza del secondo sifone, che si è chiuso dietro di loro riempiendosi di sabbia e acqua. La situazione  è stata resa ulteriormente complicata dalla presenza di due cascate di acqua che continuavano ad alimentare il sifone.

Valutato il da farsi, i soccorritori dentro la grotta hanno richiesto di portare sul posto due pompe a immersione alimentate da un gruppo elettrogeno esterno per svuotare il sifone dall’acqua. Nel mentre i tecnici del Soccorso, con l’aiuto di teli e tubi, hanno deviato l’acqua delle due cascate.

Verso le 6 di questa mattina il sifone è stato finalmente svuotato dall’acqua e si è cominciato a scavare per togliere il deposito di sabbia che ancora ostruiva il passaggio, così da raggiungere i cinque escursionisti.

Questi ultimi sono stati rifocillati, riscaldati e sottoposti a una preliminare indagine medica per constatarne le condizioni fisiche. Si è quindi proceduto al recupero, portandoli fuori uno alla volta.

Imbiancato il Gran Sasso

Questa mattina anche il Gran Sasso d’Italia si è svegliato imbiancato. In corrispondenza del Rifugio Franchetti (2.433 m) si è registrata una temperatura di -1.2°C, percepita di -9.7°C a causa dei venti gelidi che nella notte hanno soffiato ad oltre 100 chilometri orari.

Una perturbazione autunnale nella media

Le abbondanti piogge e le nevicate in quota degli scorsi giorni non hanno carattere di eccezionalità. Si tratterebbe, secondo i meteorologi, di un assaggio dell’inverno. O meglio dire di un ripristino di un equilibrio autunnale. Nelle ultime settimane le temperature medie lungo la Penisola sono apparse infatti decisamente miti per il periodo.

Secondo le previsioni per i prossimi giorni, nuove nevicate potrebbero interessare l’arco alpino, a seguito dell’arrivo di nuove perturbazioni atlantiche sull’Italia.

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