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Turismo

Bobbio, il borgo appenninico incoronato più bello d’Italia

Bobbio, scenografico piccolo comune della Val Trebbia, in provincia di Piacenza, è stato incoronato borgo più bello d’Italia, vincendo l’edizione 2019 del programma di Rai3 “Borgo dei borghi”.

Una sfida che in partenza aveva visto scendere in campo 60 borghi tra i più suggestivi della Penisola, divisi in 20 gruppi, uno per regione.

A decretare la vittoria di Bobbio è stata al contempo la giuria popolare di televotanti e quella presente in studio nella serata finale della trasmissione. Il voto dei tre giurati – Philippe Daverio, Margherita Granbassi e Mario Tozzi – ha pesato per il 50% sul conteggio totale.

La soddisfazione del Sindaco di Bobbio

“L’incoronazione a Borgo dei borghi d’Italia rappresenta il coronamento di vent’anni di lavoro per creare un brand turistico del nostro meraviglioso paese”. Queste le parole ricche di soddisfazione del Sindaco del comune, Roberto Pasquali, 62 anni, alla guida della sua città natale dal lontano 1999.

Carte vincenti che hanno portato Bobbio sul podio, a detta del Sindaco, sono state la sua storia e cultura, nonché l’essere posizionata in una valle speciale: la Val Trebbia. Lo scrittore Ernest Hemingway la definì non a caso la più bella valle del mondo.

Andiamo a scoprire insieme storia e bellezze del re dei borghi italiani.

Bobbio, un gioiello medievale appenninico

Bobbio è un piccolo borgo medievale dell’Emilia Romagna, che conta circa 3.500 abitanti. Situato ai piedi del Monte Penice (1.460 m) in provincia di Piacenza, deve il suo nome all’omonimo torrente che scorre a sud dell’abitato.

Il centro storico è ricco di monumenti di notevole importanza storica, come la Basilica di S. Colombano, con un suggestivo portico rinascimentale, la quattrocentesca Cattedrale di Santa Maria Assunta, ricca di affreschi da poco riscoperti sotto uno strato di calce, e il Castello Malaspina, costruito agli inizi del XIV secolo e roccaforte dei Guelfi durante le lotte con i Ghibellini di Piacenza

Il Ponte Gobbo

Ma il vero simbolo di Bobbio è poco fuori dall’abitato. Si tratta del Ponte Vecchio, detto anche Ponte del diavolo o Gobbo, per la sua conformazione particolare: 280 metri di lunghezza per undici campate diseguali tra loro. Un antico collegamento della cittadina con la strada che porta a Piacenza.

Una lunga storia

Difficile trovare il punto d’inizio della storia di Bobbio. La zona risulta infatti essere stata abitata fin dal Neolitico, diventando un importante centro a seguito della colonizzazione romana. È a tale periodo che si farebbe risalire la nascita del Ponte Gobbo. Il nome del primo nucleo del borgo era Bobium. Nell’Alto medioevo Bobbio diventa uno dei centri più importanti del monachesimo occidentale. Nel 614 d.C. un monaco irlandese, San Colombano, vi fonda un monastero che accoglierà una delle biblioteche più grandi e prestigiose della cristianità, custode ancora oggi di manoscritti latini estremamente pregiati.

Tra ciottoli e mattoni rossi

I turisti amano i suoi vicoli di ciottoli, resi suggestivi dagli edifici in mattoni tipici dell’epoca medievale. E le numerose piccole osterie in cui scoprire la cucina del posto. Tra i piatti della tradizione i più noti sono le lumache in umido e la torta di riso bobbiese, con verdure, uova e formaggio. Da sottolineare che nel passato Bobbio abbia fatto parte di Liguria, Lombardia e Piemonte. Influenze che si ritrovano anche nella cultura culinaria.
Attorno alla città sorgono molteplici stabilimenti termali, alcuni liberamente accessibili ai turisti.

Una meta turistica per ogni stagione

Pur essendo meta ottimale per una visita in ogni stagione dell’anno, è in inverno che il borgo diventa più suggestivo, ricoprendosi di un velo di neve che lo rende oltremodo magico. In primavera e estate diventa invece un ottimo rifugio per fuggire dal caldo della Pianura Padana. In questo periodo i boschi che lo circondano si vestono delle sfumature dell’autunno.

Il plauso di Uncem

L’Uncem, Unione nazionale comuni comunità enti montani, si è congratulata per la vittoria come Borgo dei Borghi 2019 con l’Amministrazione comunale e l’intera comunità di Bobbio, sottolineando che si tratti delprimo Comune montano a ricevere questo riconoscimento da Camilla Raznovic e dallo speciale del Kilimangiaro”.

Il Presidente Uncem Marco Bussone ha fatto di persona i complimenti al Sindaco Pasquali e si è detto “convinto che l’attenzione posta dalla Rai sul tema dei borghi e delle aree interne non vada fatta cadere”.

“È necessario che la tv pubblica sostenga con noi, con la giusta attenzione istituzionale e divulgativa ovviamente, la Strategia Aree interne – ha aggiunto Bussone – impegnando i diversi livelli politici ad attuare pienamente la legge 158 sui piccoli Comuni. Bobbio borgo dei borghi apre questa via. La Rai è fondamentale in questa nostra azione che condividiamo con migliaia di Amministratori locali italiani”.

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