Alta quota

Dhaulagiri. Meteo incerto ma si tenta la vetta

Sul Dhaulagiri il tempo non accenna a migliorare. Pioggia e neve accompagnano da giorni le squadre impegnate sulla montagna, decise in ogni caso a tentare la vetta il 2 ottobre.

Tre team pronti per la vetta

Sono tre i team pronti all’attacco. Quello di Carlos Soria, al suo decimo tentativo sulla inconquistabile Dama Bianca. Quello di Sergi Mingote, impegnato nel completamento dei 14 Ottomila in 1000 giorni (senza perderci nuovamente nelle cifre, ricordiamo che gliene manchino 8 da completare ormai in 600 giorni). Insieme a lui l’italiano Mattia Conte e gli spagnoli Jesus Cordelles e Agustin Abanades.

Infine la coppia composta dal brasiliano Moeses Fiamonicini e il cileno Juan Pablo Mohr. Per Fiamoncini si tratterebbe del quinto Ottomila dell’anno, dopo aver raggiungo la vetta di Nanga Parbat, K2 e Everest (quest’ultimo salito con ossigeno a partire da 8.300 m) e aver mancato per poco quella del Lhotse. La salita del Dhaulagiri si inserisce così nel suo progetto di salire i 14 Ottomila, possibilmente senza ossigeno supplementare. Mohr ha invece salito quest’anno senza ossigeno Everest (con Fiamoncini) e Lhotse.

Una strategia comune di salita

Venerdì 27 settembre, una volta tornati tutti a campo base al termine dell’acclimatazione, i tre team hanno organizzato un meeting collettivo per definire una strategia comune.

“Abbiamo appena terminato la nostra prima e unica rotazione per acclimatarci – ci ha raccontato sabato mattina Moeses Fiamonciniuna notte a C1 e 2 notti a C2. Ora tocca attendere il momento giusto per l’attacco alla vetta che dovrebbe essere attorno al 2 ottobre”. Un tempo stringente, reso necessario dalle previsioni in peggioramento dal 3 ottobre, con forti venti in arrivo.

Tutti gli alpinisti si dicono fisicamente pronti, nonostante la singola rotazione effettuata. Carlos Soria ha dichiarato, una volta tornato a campo base, di aver trovato conferma del suo ottimale stato fisico dopo aver trascorso 2 notti a C1. “Il primo giorno abbiamo affrontato 1.050 m di dislivello tra CB e C1 (5.700 m) in 6 ore e mezza. Il secondo siamo arrivati in 4 ore a C2 (6.520 m)”.

Anche Sergi Mingote si è detto soddisfatto dei suoi parametri di ossigenazione e pulsazioni. Il problema dunque risulta per tutti il meteo poco propizio.

Tre giorni per salire in vetta

Nella giornata di domenica 29 settembre il catalano ha dettagliato la strategia comune di salita: oggi, lunedì 30 settembre, i team si sposteranno direttamente dal campo base al campo 2. Il 1 ottobre il proposito è di stabilire C3 a una quota superiore al solito, oltre 7.400 m e il 2 si partirà all’attacco della vetta.

“Spero che ognuno di noi abbia forza e fortuna per riuscire a raggiungere la cima di questa incredibile montagna. Ora più che mai dobbiamo sognare in grande!”.

Carlos Soria sembra lievemente meno ottimista e parla di esplorazione delle quote superiori per vedere “come si evolvono le condizioni nel caso in cui ci fosse possibilità di provare ad attaccare la vetta”.

Le previsioni non appaiono migliori per i prossimi giorni rispetto alla scorsa settimana. I campi alti sono stati investiti da ingenti nevicate e, come raccontatoci da Fiamoncini, sono state udite diverse cadute di valanghe mentre i team erano a C2. Motivo per cui le squadre hanno deciso di attendere qualche giorno a campo base per consentire alla neve di ristabilizzarsi. La salita non si prospetta facile.

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