Itinerari

Nascono i sentieri del “Leonardino” dedicati a da Vinci

Quest’anno, a Vinci e nel resto del mondo, si celebrano i 500 anni dalla morte di Leonardo, avvenuta nel 1519 nel castello francese di Amboise. Per ricordare il grande artista e inventore toscano, che è tra i simboli del Rinascimento, sono stati organizzati decine di convegni e di mostre. Dai colli del Montalbano, ai quali si addossa il borgo di Vinci, arriva una notizia diversa. 

La zona, da decenni, è percorsa da una fitta rete di sentieri, segnati dalle sezioni locali del CAI e da altre associazioni, che toccano la casa natale di Leonardo ad Anchiano e s’inoltrano nei fitti boschi che rivestono il crinale del Montalbano. 

Da qualche giorno, si sono aggiunti alla rete i due sentieri del Leonardino, che uniscono Anchiano e Vinci con la villa medicea di Montevettolini e con l’Oratorio della Madonna della Neve. In quest’ultimo, “addì 5 daghosto 1473”, Leonardo realizzò il suo primo disegno, dedicato al paesaggio della zona.  

A ideare il Leonardino è stata la principessa Alessandra Borghese, proprietaria della villa di Montevettolini e dell’Oratorio della Madonna della Neve, ma anche animatrice di eventi culturali e scrittrice. Ad aiutarla nella sua ricerca, oltre a Fabio Borghese e a Gianpaolo e Ilaria Lastrucci, è stato Marco Tani, accompagnatore FIE e animatore dell’associazione Montalbano domani. 

I due percorsi del Leonardino possono essere seguiti sia a piedi sia in bici. Il Sentiero alto, lungo 19 chilometri, si svolge in buona parte nei boschi del Montalbano. Lungo il percorso ci si affaccia più volte verso Pistoia e la sua conca, e si toccano il valico e il paese di San Baronto, frequentata meta di gite dei pistoiesi. 

Il Sentiero basso, che misura 17 chilometri, taglia invece a mezza costa il versante meridionale del Montalbano, toccando La Berga e Larciano, e passando a poca distanza da Lamporecchio. A Montevettolini e ad Anchiano, nelle prossime settimane, verranno piazzati due cannocchiali che consentiranno di osservare il percorso dalle due estremità. 

Il progetto ha avuto il patrocinio della Fondazione Leonardo 500 e dei Comuni di Monsummano Terme e di Vinci, e ha la collaborazione di Intesa Sanpaolo. Il motto dell’iniziativa è “raro cade chi ben cammina”, una frase di Leonardo inclusa nel Codice Atlantico. Informazioni sui percorsi, e sulle iniziative a essi legate, si trovano su www.illeonardino.it.

La figura di Leonardo da Vinci, anche lontano dal suo borgo natale, è stata utilizzata molte volte per parlare di montagna e sentieri. Un’altra sua frase, “che ti move, o omo, ad abbandonare le tue proprie abitazioni delle città, e lasciare li parenti e amici, e andare in lochi campestri per monti e valli, se non la bellezza del mondo?” compare in molte pubblicazioni dedicate ai sentieri. Nei mesi scorsi, altre guide hanno descritto i “sentieri di Leonardo” al confine tra l’Italia e la Svizzera. Nei primi anni del Cinquecento, infatti, l’uomo di Vinci percorse più volte la Valsassina, la Valtellina (fu certamente a Bormio) e le pendici della Grigna. Di questa scrisse “è la più alta montagna che abbia questi paesi, ed è pelata”. 

In Piemonte, Leonardo salì nel 1511 il Monboso, l’odierna Cima di Bo, una vetta prealpina di 2556 metri che si alza tra la Valsesia e il Biellese, e che offre uno splendido panorama sul Monte Rosa. Questa visione, secondo alcuni critici, gli ispirò lo sfondo per la Vergine delle Rocce, uno dei suoi capolavori.  

La nostra idea è semplice, mettersi in cammino da Anchiano a Montevettolini immaginando di ripercorrere i passi di Leonardo da Vinci fanciullo. Di rivedere gli stessi cieli che ammirò e che trasferì, con immensa arte, nei suoi quadri. Di ritrovarsi sui suoi sentieri quotidiani, di ammirare la natura che gli appariva, di ascoltare le campane delle sue chiese” spiega Alessandra Borghese, ideatrice del Leonardino. Solo ripercorrendo i sentieri e ammirando i paesaggi del Montalbano e delle colline di Vinci è possibile comprendere il forte legame che univa Leonardo da Vinci alla natura. I nostri luoghi sono stati la prima fonte d’ispirazione del pensiero del Genio” prosegue la principessa. 

Percorrendo il Leonardino si possono ricercare gli scorci, le vedute, i colori del cielo, il profumo dei boschi, i profili delle montagne che hanno riempito gli occhi e formato il bambino e giovane da Vinci” aggiunge Gianpaolo Lastrucci, presidente della Fondazione Leonardo 500. 

Da Vinci a Montevettolini, il Leonardino consente di immergersi negli scenari che fecero da sfondo all’infanzia e alla prima giovinezza di Leonardo. E’ un’esperienza emozionante” commenta Roberta Barsanti, direttrice del Museo Leonardiano di Vinci.

Ora, com’è giusto, la parola passa ai camminatori e ai ciclisti, alla loro fatica e alle loro impressioni di viaggio. Il fascino dei luoghi legati a Leonardo c’è tutto, e l’autunno è una stagione ideale per camminare nel Montalbano. Dopo aver dato spazio alla notizia che arriva da Montevettolini e da Vinci, ci piacerebbe leggere le impressioni dei primi che percorreranno davvero il Leonardino.

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