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Trentino. Via le coperte dal ghiacciaio Presena, arriva la neve!

Dopo una estate trascorsa al riparo della sua maxi coperta termica anti-scioglimento, il ghiacciaio Presena è stato svestito del suo manto artificiale per accogliere la prima neve.

La perturbazione annunciata negli scorsi giorni ha raggiunto nella giornata di ieri il Trentino, depositando in meno di 24 ore oltre 30 cm di neve ai 2.700 metri del ghiacciaio.

Si è fatto appena in tempo a rimuovere i 100 mila metri quadri di coperta che i fiocchi hanno iniziato a cadere. Nella giornata di giovedì la neve aveva iniziato già a imbiancare le regioni occidentali. Suggestive le immagini giunte da Capanna Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa, a 4.554 m sulla vetta della punta Gnifetti nel gruppo del Monte Rosa.

Si tira un sospiro di sollievo sul ghiacciaio Presena, che ha patito come tutti i ghiacciai alpini una delle estati più calde di sempre. Nuove nevicate sono attese nei prossimi giorni. La stagione invernale può finalmente avere inizio.

Una maxi-coperta da 100 mila metri quadri

La super coperta che tiene protetto nei mesi estivi il ghiacciaio Presena è una vera opera di ingegneria, o meglio di sartoria d’alta quota. Si tratta di una serie di teli, ognuno largo 5 metri per 70, cuciti insieme. Niente termosaldatura. Quando è il momento di scoprire la superficie ghiacciata semplicemente viene sfilato il filo di congiunzione e i teli arrotolati col supporto dei gatti delle nevi. Pronti ad essere riposti in magazzino fino all’estate successiva.

La copertura si estende fino alla partenza della pista da sci, presso la cabinovia Presena. Il suo utilizzo, avviato nel 2008 sulla base di un accordo tra la Provincia autonoma di Trento e della Carosello, società che fa parte del Consorzio Pontedilegno-Tonale, sembra essere di grande supporto nella salvaguardia dei 2 metri di spessore del ghiaccio.

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1 Comment

  1. Con tutta la plastica che ci sarebbe da riciclare, questo utilizzo con opportuni trattamenti chimici sarebbe da estendere.Cosi’ gli addetti stagionali agli impianti diventano piu’ stabili…ed aumenta l’occupazione nella raccolta e nelle fabbriche.

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