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I segreti fotografici delle Dolomiti – Speciale Outdoor Estate

Camminate in famiglia, salite alpinistiche, adrenaliniche gite in mountain bike. È questa l’estate che propone lo speciale Outdoor disponibile in allegato al numero 99 di Meridiani Montagne. Sette località per sette avventure da vivere all’insegna della fresca aria di montagna. Il nostro racconto oggi arriva nelle Dolomiti Bellunesi.

 

Se ti ritrovi a vivere nel cuore della parte più selvaggia e naturale delle Dolomiti, non puoi fare altro che maturare dentro di te la voglia di scalare quelle guglie verticali, quelle pareti così fragili e delicate, modellate in milioni di anni dall’erosione degli elementi. Così è capitato a Manrico Dell’Agnola, un nome che certamente in molti conosceranno. Fotografo e dolomitista dal fitto curriculum nasce ad Agordo nel 1959. Infanzia e adolescenza le passa camminando tra boschi e ghiaioni del bellunese sognando di poter scalare, di poter finalmente toccare con mano la dolomia. “La mia prima vetta è stata l’Agner, a dodici anni” racconta. “Ad arrampicare ho però iniziato intorno ai venti” mostrando fin da subito doti fuori dal comune. Dai primi passi su roccia alla famosissima The Nose su El Capitan passa infatti appena un anno. La sua vera palestra è però quella dell’agordino e più in generale delle Dolomiti del Bellunese, su cui ancora oggi si muove agile come un tempo. Sulle pareti di casa ha ripercorso (e aperto) centinaia di vie. Se c’è qualcuno che conosce ogni angolo di questa porzione delle Alpi, questo è Manrico. Oggi sarà il nostro cicerone tra sentieri, boschi, ghiaioni e verticalità da mozzare il fiato.

 

Manrico sei un bravo alpinista, ma anche un ottimo fotografo. Qual è il luogo dove più ti piace scattare

“Indubbiamente il Civetta, con la sua imponente parete nordovest. Una bastionata rocciosa lunga quattro chilometri e alta mille metri che fa da sfondo al paese di Alleghe. È la montagna che conosco meglio in assoluto, la frequento da sempre.

Un’altra zona che mi piace molto è quella del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi dove i paesaggi cambiano da una valle all’altra, e con loro anche la presenza di animali e piante. Non è un’area molto frequentata, ma davvero molto suggestiva con la Schiara, i monti del Sole e il Pizzocco. Si tratta di una fascia dolomitica poco conosciuta dove l’antropizzazione scarseggia e i sentieri si sono mantenuti selvaggi. Luoghi da vivere, dover ricercare un contatto più intimo con la natura”.

Stiamo parlando, tra l’altro, di una natura ancora vergine e facilmente accessibile grazie alla vicinanza con Venezia. Una buona occasione per una vacanza culturale, senza dimenticare l’aria aperta?

“Sicuramente è un’opportunità per il turista in visita a Venezia. Avere l’opportunità di visitare, oltre alla città d’arte, anche le Dolomiti con le loro forme caratteristiche, è un po’ come continuare nella scoperta dei gioielli del nostro Paese. Bisogna poi dire che Venezia è una città vicina alla montagna, non solo fisicamente. C’è tanta passione da parte dei veneziani e ci sono tanti arrampicatori forti.

Dalla città le Dolomiti si vedono perfettamente, come una cornice maestosa. Addirittura i navigatori di un tempo utilizzavano la sagoma del Pelmo per individuare l’entrata al porto di Venezia”.

Una montagna vicina, una montagna da vivere. Un territorio da esplorare con zaino e scarponi, giusto?

“Certamente. Qui da noi passano tutte le nove alte vie delle Dolomiti. Io non sono mai riuscito a farne una intera, ma ho curato le guide dedicate a questi itinerari.

Sono certamente il modo più facile e piacevole per conoscere e imparare a vivere l’ambiente dolomitico. Amo le escursioni attorno al Pelmo, che è una montagna molto bella, sia da ammirare sia da fotografare. Camminare in queste zone è suggestivo, un modo per riprendere contatto con se stessi e con il territorio. Dopo il Pelmo c’è poi il Civetta, di cui abbiamo già parlato, e la parte più meridionale, la più selvaggia, giusto prima di arrivare a Belluno”.

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1 Comment

  1. Sono così grazie a frane ed erosione e ancora cambieranno.Chissa’ com’erano appena emerse milioni di anni fa…tutte tozze e tondeggianti ma piu’ alte.

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