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Successo per la spedizione di National Geographic: installata stazione meteo a 8430m sull’Everest

everest, national geographicGrafica @ National Geographic

La missione della National Geographic per l’installazione di alcune stazioni meteorologiche sull’Everest ha avuto successo. Il 26 maggio Tom Mattehews e Baker Perry, con i loro sei sherpa, sono arrivati alla quota di 8430 metri al “Balcone” dell’Everest, un cambiamento di pendenza lungo la parte finale della via che porta in vetta (8850m) sul versante nepalese. Altre due stazione sono state collocate a Colle Sud e a Campo 2.

La National Geographic Society, in collaborazione con la Tribhuvan University e il governo del Nepal, aveva avviato la spedizione due mesi prima coinvolgendo oltre 30 scienziati che hanno condotto ricerche sul campo in varie discipline scientifiche ambientali lungo la Khumbu Valley, la valle che dal piccolo aeroporto di Lukla (2800m) sale fino al Campo Base a 5.400 metri.

Anche il laboratorio Osservatorio Piramide di EvK2CNR ha fornito il suo contributo al successo del progetto fornendo la mole di preziosi dati ambientali raccolti in più di venti anni dalle sue stazioni meteo, piazzate lungo la valle, e mettendo a disposizione l’esperienza del lavoro realizzato dalle stazioni SHARE/EvK2CNR di Colle Sud (7980m) e i relativi dati. Gian Pietro Verza, rientrato in questi giorni in Italia, ha lavorato alla Piramide tutto il mese di maggio per la manutenzione alle stazioni meteorologiche in contatto anche con i ricercatori della National Geographic.

Questa è una nuova sfida della scienza” ha detto Paul Mayewski, direttore del Climate Change Institute dell’Università del Maine e capo scientifico della spedizione. “Crediamo che il modo migliore di fare ricerca sull’ Everest sia quello multidisciplinare”. Così come per vent’anni e con decine di missioni hanno fatto i ricercatori di EvK2CNR e delle Università italiane ed europee con i loro colleghi.

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