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Libri

Un libro per scoprire i segreti dell’alimentazione in alta quota

Alta quota e ambiente polare: quando si affrontano condizioni di freddo e scarsità di ossigeno non bisogna dimenticare alcuni principi nutrizionali fondamentali per supportare il corpo in queste condizioni “estreme” e intraprendere la propria avventura con lo zaino organizzato nel migliore dei modi.

Da qui è nata l’idea di Donatella Polvara di affrontare questo tema in un libro, Alimentazione in ambiente estremo, dove mettere a frutto le proprie esperienze di viaggio e professionali, formulando suggerimenti sulla qualità e quantità dei cibi da assumere nelle varie situazioni, attraverso una sorta di narrazione che rende il libro semplice e di piacevole lettura.

L’intenzione è stata quella di farne un saggio divulgativo alla portata di tutti, e non un arido trattato scientifico: pagine dedicate alla storia e alle abitudini alimentari di popoli che vivono sulla catena himalayana o che vivono in ambiente polare (es. gli Inuit) accanto ad interviste ad alpinisti esploratori e recordmen, tutti concordi nel sostenere l’importanza strategica di una corretta preparazione dei viveri, come ad esempio il peso leggero e l’alto potere calorico, senza nulla togliere alla gradevolezza e alle preferenze individuali.

Nel libro vengono descritti accuratamente gli alimenti particolarmente utili per combattere il freddo a basse quote, sgombrando il campo da pregiudizi comuni, ampio spazio viene dedicato ai cibi liofilizzati e precotti, ai carboidrati, agli integratori salini e a quelli calorici (barrette, carbogel, ecc.) che consentono di ridurre il peso da mettere nello zaino e di fare dei break veloci e di facile assimilazione.

Una lettura per apprendere i risultati dei più importanti studi di ricerca scientifica dedicati alla nutrizione, scoprire segreti e abitudini di alcuni avventurieri che hanno vissuto le condizioni estreme dell’alta quota e dell’ambiente polare, viaggiare nella storia, con la convinzione che ogni luogo della terra offra tutti i cibi validi, per permettere all’uomo di sopravvivere ed insediarsi, e imparare che la preparazione dei viveri è un punto cardine per la realizzazione di un’impresa in tutta sicurezza perché nulla può essere lasciato al caso.

Scrivere per me è stato come fare un lungo viaggio nelle abitudini dei popoli che abitano negli ambienti più estremi del pianeta – annota nell’introduzione. È da loro che ho tratto le principali teorie e convinzioni sui principi nutrizionali da utilizzare per sopravvivere e compiere imprese o semplici escursioni, anche nei luoghi più inospitali del pianeta”.

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