AlpinismoStoria dell'alpinismo

David Lama, alpinista d’esplorazione

Ventotto anni, un talento incredibile e una vita davanti, da vivere. David Lama era un portento, un fenomeno che ci avrebbe fatto sognare per lungo tempo. Il suo accostamento alle verticalità più estreme è avvenuto quasi naturalmente, a soli dieci anni tocca infatti l’8a in arrampicata e da lì inizia una vera e propria escalation che, in appena cinque anni, lo porterà all’8c+. Pochi han saputo fare come lui, dei fenomeno per l’appunto.

A soli quindici anni Lama è già una stella internazionale dell’arrampicata con all’attivo due titoli mondiali giovanili lead. Specializzatosi nell’arrampicata di difficoltà non stupisce che, superati gli anni dell’adolescenza, la passione l’abbia portato verso l’alpinismo estremo.

Nato a Innsbruck il 4 agosto 1990 da mamma austriaca e papà nepalese David si è innamorato della terra paterna, di quel Paese dove le vette raggiungono le quote più alte. Pian piano è arrivato a toccare l’aria rarefatta, anche se quel che veramente l’entusiasmava era la difficoltà. Per questo nel 2009 parte per la Patagonia dove tenta la prima libera della Via del Compressore con Daniel Steuerer, salita che gli riuscirà solo tre anni dopo con Peter Ortner. Un vero sogno per un diciannovenne Lama, che sembrava però aver ben chiara quella che sarebbe stata la sua strada: scalare sulle difficoltà più alte, possibilmente lungo pareti inviolati o, ancora meglio montagne mai toccate. Per questo forse non si appassionerà mai al circo degli Ottomila preferendo cime minori, isolate, dove il livello tecnico si può esprimere al massimo.

Con un sorriso timido e quell’insospettabile semplicità che lo caratterizzava David Lama si è misurato e costruito su cime che hanno fatto la storia dell’alpinismo, come quella del Grand Capucin, l’Eiger, e la Cima Ovest di Lavaredo.

Il punto più alto del suo alpinismo sarà però la solitaria e prima salita assoluta al Lunag Ri montagna alta 6895 metri a cavallo tra Nepal e Tibet, quasi un omaggio alla sua terra d’origine. Una salita importante, una tappa fondamentale nella crescita alpinistica di questo ragazzo dal talento innato. In parete si muoveva con disinvoltura, lasciando a valle quei gesti impacciati da animale di montagna a proprio agio solo sulle verticalità più difficili.

Un peccato poter scrivere così poco su un giovane che con l’andare degli anni avrebbe potuto dare uno slancio notevole al mondo dell’alpinismo. David Lama era un figlio degli anni Novanta, ma con il suo alpinismo portava avanti quei principi d’esplorazione e ricerca che sono estemporanei all’anno di nascita, che sono parte dell’animo di alcuni marchiandone indelebilmente l’indole.

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