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La Corte Costituzionale dichiara legittima la soppressione del Corpo Forestale dello Stato

Foto FB @Federazione Rinascita Forestale Ambientale

Il 16 aprile la Corte Costituzionale si è riunita in camera di consiglio per discutere della legittimità della legge Madia del 7 agosto 2015 n.124, recante le “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” e il conseguente decreto legislativo del 19 agosto 2016 n. 177, che ha determinato lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e l’assorbimento del personale nell’Arma dei Carabinieri.

Al termine della seduta sono state dichiarate infondate le accuse di incostituzionalità sollevate dai tre tribunali amministrativi regionali di  Abruzzo, Veneto e Molise.

La Corte ha ritenuto che sia la legge delega sia il decreto delegato non presentano vizi di costituzionalità” – si legge nel comunicato diramato dall’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale, in cui la Legge Madia viene descritta come “frutto di un bilanciamento non irragionevole tra le esigenze di riorganizzazione dei servizi di tutela forestale e quelle di salvaguardia delle posizioni del personale forestale”.

Il Comunicato dell’Ufficio Stampa della Corte Costituzionale

A nulla sono dunque vasi i numerosi convegni, manifestazioni e iniziative promosse a livello scientifico ma anche popolare nel corso di due anni per difendere il ruolo del Corpo Forestale Italiano e le sue competenze uniche sul tema della gestione e della salvaguardia ambientale.

La volontà collettiva di vedere ripristinato il CFS si è resa evidente anche nella firma in massa della petizione lanciata lo scorso gennaio da Mauro Corona, postosi a capo di una battaglia pacifica dal titolo “Ripristiniamo le Guardie Forestali dello Stato”, presentata con indosso un gilet giallo a Carta Bianca, il salotto televisivo condotto da Bianca Berlinguer. Occasione nella quale Mauro si era scagliato contro Marco Minniti, ex Ministro dell’Interno, domandando perché mai avessero deciso di “massacrare” il Corpo Forestale.

Oggi con la dichiarazione di legittimità della riforma saranno in tanti a vedere per i boschi e le nostre montagne un futuro incerto, colmo di perplessità. Come ricordato dall’alpinista di Erto, le guardie forestali si sono sempre distinte per la loro professionalità, per la loro conoscenza dell’ambiente boschivo, delle regole scritte ma soprattutto delle silenti leggi di natura.

Oggi abbiamo perso una partita importante” – si legge in un post di denuncia apparso sulla pagina Facebook della Federazione Rinascita Forestale Italiana, nata dalla collaborazione di 3 associazioni a supporto del ripristino del CFS – “Ma noi siamo Forestali: resistiamo, non molliamo e andiamo avanti”Adesso la palla passa alla politica. Il Governo del cambiamento e il nuovo Parlamento mantengano quanto promesso e correggano al più presto gli errori della legge Madia che ha soppresso il Corpo forestale dello Stato. È giunto il momento che tutti i Gruppi parlamentari che hanno presentato i sette progetti di legge recante il ripristino del Corpo forestale dello Stato si adoperino al più presto per calendarizzarli, al fine di redigere un testo unificato e iniziare nelle Commissioni parlamentari competenti il relativo iter legislativo”.

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2 Comments

  1. L’unica conseguenza e’ stata….calo di voti del governo proponente…non solo ma anche per questa legge n… del…con decreto attuativo…n…del…
    Alla fin fine l’elettorato…conta qualcosa e se l’astensionismo si ridurra’ drasticamente…contera’ ancor di piu’.L’ecologismo tra giovani..e’in pieno exploit…grazie anche a Greta..

  2. Il sogno di tanti impiegati rinchiusi negli uffici :fare la guardia forestale. Ecco, hanno distrutto un sogno.

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