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Il nipote di Carlo Mauri in viaggio nell’Oceano Pacifico su una barca in papiro

Carlodavid Mauri, Carlo Mauri, Viracocha III, Oceano Pacifico, migrazioni, esplorazioneLa Viracocha III- Foto FB @Carlodavid Mauri

Carlodavid Mauri, nipote del celebre alpinista ed esploratore Carlo Mauri, è salpato l’11 marzo alla volta dell’Oceano Pacifico, a bordo di una imbarcazione particolare fatta di balsa, legno e corde, la Viracocha III.

Classe 1980, cagliaritano di nascita ma geneticamente per metà di Lecce, Carlodavid è figlio di Luca, primogenito di Carlo Mauri. Una passione, quella per la navigazione, ereditata proprio dal nonno, che si rese protagonista nella sua vita non solo di grandi imprese in quota, dalle Alpi all’Himalaya, ma anche in mare aperto.

La Viracocha III è salpata da Arica (Cile) con l’intento di attraversare l’oceano Pacifico, percorrendo circa 10 mila miglia dal Cile fino all’Australia, attraverso le isole della Polinesia. Il viaggio moderno più lungo mai realizzato prima su una barca di papiro.

Saranno sospinti solo dal vento e dalle correnti, contando di arrivare a Sidney in Australia, dopo aver fatto tappa a Tahiti, Isole Cook e Tonga, tra cinque mesi.

A bordo un equipaggio composto da 8 membri tutti di nazionalità diversa, sei uomini (un italiano, un americano, un danese, un inglese, un boliviano e un ucraino) e due donne (una francese e una cilena), pronti a vivere un’esperienza che ricorda le prime spedizioni effettuate dall’antropologo norvegese Thor Heyerdhal, che nel 1947 a bordo della sua zattera Kon-Tiki navigò dal Sud America alla Polinesia per dimostrare che la colonizzazione della Polinesia poteva essere avvenuta, in epoca precolombiana, da parte di popolazioni del Sud America.

Lo stesso Carlo Mauri fu membro dell’equipaggio di Heyerdal nel 1969 e nel 1970 a bordo del RA, una imbarcazione in papiro, con la quale attraversarono l’Oceano Atlantico.

Anche la realizzazione della Viracocha III, a cura di amerindi Peruviani e Boliviani, popolazioni che vivono sulle rive del lago Titicaca a 3.800 metri sul mare, sa di antico. Si tratta infatti degli ultimi artigiani custodi delle tecniche di costruzione di queste barche primordiali.

Il viaggio lungo il Pacifico avrà anche lo scopo più scientifico di valutare lo stato di salute dell’Oceano, attraverso la raccolta e analisi di campioni di acqua. A capo della spedizione troviamo infatti l’americano Phil Buck, che è anche un biologo marino.

Carlodavid avrà invece la funzione di media man  e si occuperà dunque di effettuare riprese e fotografie durante il viaggio, con l’ausilio di due Canon e un drone resistente all’acqua.

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1 Comment

  1. Ammappelo: già mezzo leccese e mezzo sardo. Meritevole.
    A proposito: quando parte la prossima Atlant Ocean Racing pf?

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