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Spazzatura e pareti imbrattate al Bivacco Pelino sulla Majella. Le foto-denuncia di Marco Di Michele  

Grande sdegno sui social di fronte ad alcune foto del Bivacco Pelino sulla Majella che appare in condizioni decisamente pessime. Pareti imbrattate, spazzatura in ogni angolo, un esempio di inciviltà che fa indignare gli amanti della montagna.

Un caso isolato?  La risposta è decisamente no.

Sul Pelino queste situazioni si verificano ogni anno” – ci racconta l’autore degli scatti Marco Di Michele, guida escursionistica che poco più di una settimana fa ha raggiunto il bivacco insieme ad alcuni amici – “è un continuo crescere di immondizia dall’inverno all’estate, quando i volontari del CAI si attivano per dare una pulita”.

La struttura, come sottolinea Marco, è ubicata a quasi 3000 metri e per raggiungerla servono 5 ore di cammino, anche 6 in inverno. In particolare nella stagione invernale non si tratta di un percorso adatto a tutti, bisogna essere alpinisti competenti.

Le foto le ho pubblicate proprio perchè in inverno è pericoloso salire quindi significa che a salire sono state persone attrezzate e questa cosa lascia veramente sgomenti. Un amante della montagna, soprattutto se esperto anche a livello tecnico, dovrebbe essere il primo a sapere come comportarsi in montagna. Il bivacco è del CAI ma non è certo il CAI che si può occupare della pulizia. O non sarebbe un bivacco. Sono coloro che salgono a dormirci che dovrebbero sapere come funziona” – prosegue Di Michele, esprimendo evidente sdegno nei confronti di questi anonimi incivili – “Dopo 5 ore di cammino con lo zaino in spalla con dentro ciò che ti serve, insomma cibo, acqua, sacchi a pelo, ti fermi a dormire e devi riscendere. I rifiuti saranno ancora più leggeri al mattino, visto che la sera uno consuma da bere e mangiare. E allora qual è lo sforzo che impedisce alla gente di riportare a valle le proprie cose invece di abbandonarle nel bivacco?”.

La situazione a quanto pare peggiora in estate, quando il numero di turisti che salgono “a vedere i tramonti” cresce e con essi aumenta la mole di sacchi neri e spazzatura dispersa sul pavimento del bivacco.

Alcune volte in estate non puoi entrarci per quanto puzza” – commenta a tal proposito Marco – “è davvero una situazione tragica”.

In un mondo in cui giornalmente siamo sommersi di messaggi inneggianti al rispetto per la natura e alla sostenibilità, in cui è difficile non prendere coscienza della necessità di impegnarsi in prima persona per la salvaguardia dell’ambiente, al fine di assicurare che anche le generazioni future possano goderne, risulta davvero difficile comprendere come possano verificarsi simili eventi.

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