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Malghe e alpeggi, la Lombardia dice stop alle speculazioni e priorità ai montanari

L’avevo annunciato alcune settimane fa e ora l’abbiamo approvato in Giunta. Nella gestione delle malghe da oggi in Lombardia vogliamo dare priorità alla gente di montagna“. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, in merito alle nuove linee guida regionali per la gestione delle alpi/malghe e per l’esercizio dell’attività d’alpeggio.

“Le malghe lombarde – ha aggiunto l’assessore – si trovano a dover affrontare importanti sfide legate alla sostenibilità, alla multifunzionalità e alla conservazione del patrimonio culturale delle nostre montagne. Troppe volte abbiamo assistito a speculazioni economiche sulla gestione degli alpeggi, che hanno contribuito anche al degrado delle strutture e infrastrutture delle malghe e a un impoverimento delle praterie alpine. Vogliamo invertire la tendenza, sollecitando i Comuni ad affidare la pratica a chi conosce bene queste realtà“.

In attuazione delle nuove linee guida, ora al vaglio della Commissione agricoltura per il parere di competenza, i proprietari pubblici delle malghe, riconoscendone la valenza sociale e ambientale, provvederanno alla loro concessione/affitto dando maggiore importanza al progetto qualitativo, che peserà fino all’80 per cento dei punteggi nei bandi, a chi vive in montagna, a chi produce prodotti lattiero-caseari tipici. Avrà meno peso l’offerta economica al massimo ribasso per aiutare i Comuni a compiere scelte basate sulla qualità dell’offerta. Saranno sostenute, incentivate e incoraggiate inoltre, anche attraverso appropriate disposizioni contrattuali e di capitolato generale, le attività d’alpeggio orientate a conservare la natura ed il paesaggio per le ricadute d’interesse sociale generate.

In Lombardia sono presenti 870 alpi/malghe, che occupano una superficie totale di 225.771 ettari, pari al 9 per cento del territorio regionale e a circa il 25 per cento di quello montano.

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Un commento

  1. Nel frattempo in Trentino vogliono trasformare le Malghe in ristoranti/hotel…forse qualcuno ha sbagliato strada…e non è la Lombardia…

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