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Arrampicata

Honnold in free solo su un palazzo di Jersey City

Alex Honnold, free solo© The New Yorker

È successo giovedì notte, quando Alex Honnold ha improvvisamente deciso di lanciarsi nell’impresa annunciata solo qualche giorno fa: scalare la parete di un grattacielo di Jersey City. L’obiettivo della sua “spedizione” è stata la parete nord-est di una costruzione moderna chiamata Urby, dalla facciata irregolare, che ha fin da subito catturato il suo sguardo in mezzo allo skyline della città. 

Il New Yorker, che ha seguito da vicino l’impresa, riporta che il trentatreenne fenomeno dell’arrampicata si è avvicinato senza troppe cerimonie al palazzo e ha cominciato a scalarlo in free solo. Il meteo non era dalla sua parte: “Se ricomincia a piovere – ha detto ai presenti con semplicità – busserò a una finestra e farò chiamare qualcuno all’inquilino“. Gli stessi inquilini non erano stati avvisati del suo tentativo di scalata, motivo per il quale il campione ha deciso di optare per una salita notturna. 

L’arrampicata è proceduta senza intoppi fino al nono piano, dove la disposizione delle finestre e dei terrazzi del grattacielo cambia, rendendo più complicato issarsi tra le une e gli altri. Il campione racconta scherzando di tutte le persone che ha intravisto negli appartamenti, per lo più intente nei loro affari quotidiani e ignare della difficile scalata in corso a solo pochi centimetri di distanza.

L’ascesa si è quindi interrotta all’altezza del ventiquattresimo piano, dove il campione ha potuto fermarsi e riposare su una balconata. Qui, dopo aver contattato le persone a terra chiedendo di convincere qualche inquilino a farlo entrare, confessa di aver guardato la città con nuovi occhi: “È assurdo quanta luce ci sia laggiù nel mezzo della notte“. Il trentatreenne si è detto soddisfatto del risultato ottenuto e torna a guardare avanti verso la prima del documentario Free Solo sulla sua solitaria su El Capitan e verso la prossima sfida.

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