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Due video mostrano il picco di valanghe di questi giorni. Si raccomanda prudenza

Due video che ben descrivono le condizioni delle Alpi in questi giorni, con la neve bagnata che in moltissime località crolla verso il basso scatenando veri e propri fiumi di neve e gigantesche valanghe. 

Il primo, girato dall’escursionista Pierangelo Tombini, mostra in diretta una valanga che scende lungo il Monte Masoni, nella bergamasca Val Brembana. L’episodio è avvenuto in una porzione di montagna famosa per il sentiero che porta al Rifugio Longo.

Tombini ha commentato la slavina scrivendo sul suo profilo Facebook: «Attenzione a non avventurarvi in questi giorni sul sentiero. Chi è pratico del posto lo sa già: è una zona di valanghe di grosse dimensioni, che scendono dal versante sud del Masoni».

In effetti il bollettino diramato quotidianamente da Arpa Lombardia definisce per questi giorni “marcato” il rischio di valanghe sulle Orobie bergamasche.

Il secondo video postato da Il Dolomiti mostra invece un’impressionante valanga che si distacca dal Monte Agner, una delle cime più caratteristiche e famose delle Dolomiti in provincia di Belluno.

La valanga è solo una delle tante che in queste giornate dovute all’innalzamento delle temperature del periodo.

Un rischio confermato dai bollettini Aineva, che in molte località montane definiscono un rischio valanghe 3 – marcato  ad eccezione della Valle d’Aosta, dove lo scorso weekend ci sono state diverse valanghe con vittime e dove per precauzione la Val Ferret è stata chiusa e la Val Veny sottoposta a limitazioni, data la “neve bagnata, strati deboli persistenti e soprattutto nel settore sud-orientale anche neve fresca”.

In Valle d’Aosta il livello di rischio nel pomeriggio è infatti in aumento a 4.

Per questi motivi si invita alla prudenza su tutto il territorio montano nazionale, a consultare i bollettini valanghe specifici dei luoghi dove si intende affrontare la gita ed eventualmente a chiedere ulteriori informazioni alle Guide alpine del posto.

 

 

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