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Monte Bianco: «Puliamo la Capanna Vallot, immondezzaio a 4.362 m»

La Capanna Vallot è un bivacco situato a 4.362 metri sul livello del mare, ai piedi della dorsale dei Boss, sulla via normale del Monte Bianco.

La Capanna Vallot. Foto @ Camp to Camp

Voluta dal botanico e meteorologo Joseph Vallot nel 1891 come laboratorio a vocazione pluridisciplinare, tra le quali l’astronomia, il rifugio fu ricostruito nel 1898 nella sua collocazione attuale, per poi subire un ultimo rinnovamento nel 2006.

Questa costruzione in lamiera viene attualmente usata solo da chi non ne può fare a meno, come i 43 alpinisti che il 4 agosto del 2000, a causa di un improvviso peggioramento del tempo, rimasero bloccati per quasi 36 ore nella Capanna alle pendici della vetta.

Non rientra infatti tra le tappe fisse per raggiungere la cima del Bianco e da molto tempo versa in condizioni igieniche precarie, tanto da essere definita «vero immondezzaio d’alta quota».

Da anni alpinisti poco attenti alla salvaguardia di questo luogo di ricovero abbandonano all’interno della Capanna mucchi di spazzatura e rifiuti e nonostante diverse spedizioni di pulizia abbiano tentato di risolvere la situazione, nessuna opera di sensibilizzazione è riuscita a porre definitivamente fine all’abbandono dei rifiuti nella Capanna.

Una situazione a cui Timothé Arnoux – studentessa francese di 19 anni – ha deciso di porre fine, organizzando una missione di pulizia – con l’aiuto del fratello e di un amico – che ha però anche un altro obiettivo, cioè girare un documentario di 26 minuti con al centro la sensibilizzazione sull’abbandono di rifiuti in montagna.

Come spiega Timothé: «Sappiamo che la nostra iniziativa non sarà risolutiva, ma se tutti fanno del loro meglio, tra qualche anno il problema della gestione dei rifiuti a questa altitudine potrebbe non esistere più».

I tre giovani francesi si acclimateranno sull’Aiguille du Midi, partendo il 2 giugno e concludendo la spedizione il 10 dello stesso mese. L’iniziativa si può finanziare tramite la raccolta fondi che Timothé ha lanciato sulla piattaforma Ulule.

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4 Commenti

  1. L’UNICA VERA SOLUZIONE SAREBBE LA GESTIONE DELLA CAPANNA – CHE A MIO PARERE POTREBBE ESSERE ANCHE REMUNERATIVA

  2. Già molti anni fa si sentiva a distanza l’odore della capanna e….be’ del resto anche vicino ai rifugi francesi e svizzeri si andava a naso!

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