Alpinismo

Il 79enne Soria pronto per il Dhaulagiri, il suo tredicesimo 8000

A Carlos Soria per completare l’ascesa di tutti gli 8000 mancano solo Dhaulagiri e Shisha Pangma. Un obiettivo, quello della conquista delle quattordici cime più alte del pianeta, che il 79enne spagnolo sta inseguendo dal 1990, anno in cui scalò il suo primo ottomila, il Nanga Parbat.

Dhaulagiri, 8167 mslm

Quest’anno Carlos aveva nel mirino il raggiungimento della vetta del Dhaulagiri. Un obiettivo che, come racconta Desnivel, l’alpinista avrebbe portato a termine con o senza sponsor. A costo di pagarselo di tasca propria, a costo di farlo con pochi soldi e a costo di non potersi portare i compagni con cui ha condiviso le ultime imprese.

Un’eventualità a cui Carlos sembra non debba più pensare, perché a pochi giorni dalla sua partenza – che avverrà il 26 marzo – lo sponsor è stato trovato. Il nome sarà reso pubblico nei prossimi giorni, ma la notizia è positiva, poiché consente a Soria di strutturare la spedizione esattamente come lui l’aveva immaginata.

Ad accompagnarlo vi saranno infatti l’alpinista e geologo Sito Carcavilla, il fotografo e scalatore Luis Miguel Soriano ed il dottor Carlos Martinez. Compagni che in passato hanno già condiviso con Carlos alcune spedizioni: sulla cima del Kangchenjunga e dell’Annapurna c’erano infatti anche Miguel e Martinez, mentre Carcavilla era con Soria sia nella spedizione al Kangchenjunga sia in quella del Broad Peak.

Carlos Soria. Foto @ Barrabes

Il periodo di acclimatazione avverrà a Chukhung, luogo a sud est del Lhotse e durerà fino al 17 -19 aprile, giorni in cui Carlos raggiungerà il campo base. Sei o sette sherpa aiuteranno inoltre il team spagnolo nella preparazione dell’ascesa e nella scalata vera e propria, che prevede l’arrivo in vetta di Soria, Carcavilla e Soriano, con il dottor Martinez che farà un tentativo solo nel caso le sue condizioni lo permettano.

Per Carlos si tratta dell’ottavo tentativo di raggiungere la vetta nepalese del Dhaulagiri, la settima montagna più alta della terra con i suoi 8167 metri. Un numero di tentativi che descrive anche l’approccio che Soria ha verso i giganti della terra. Per Carlos saper leggere la montagna, e prendere sempre le giuste decisioni, è più importante di tutto e soprattutto è più importante dell’arrivo in cima.

Soria in cima all’Annapurna nel 2016, l’alpinista aveva 77 anni. Foto @ Desnivel

Un approccio che lo ha portato fino ai 79 anni senza mai incombere in un incidente o in un congelamento. Un approccio messo in pratica anche lo scorso autunno, quando rinunciò alla cima del Dhaulagiri pur essendo a soli 80 metri dalla vetta. La visibilità era minima a causa della nebbia e questo fece sbagliare canale al gruppo, che una volta individuato il percorso corretto vide davanti a sé grosse e pericolose cornici. Un fattore che li convinse a fare ritorno al Campo Base.

Soria ha sempre detto che «in montagna non si può giocare». E se a dirlo è questo professionista di 79 anni, che da 60 compie imprese sulle montagne di tutto il globo, c’è da credergli.

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Un commento

  1. Un grosso in bocca al lupo!! Faccio il tifo per lui, anche se data l’età avanzata e i tanti tentativi falliti, la vedo molto difficile

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