Alpinismo

Daniele Bernasconi presidente dei Ragni

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LECCO — "C’è da fare, più che da dire. Anche per continuare l’ottimo lavoro sin qui svolto dai miei predecessori. I Ragni sono un’istituzione, bisogna lavorare sia per favorire l’attività alpinistica dei soci, spero anche in Himalaya, sia per la cultura e gli eventi di montagna". Poche parole e grandi fatti: ecco il ritratto del nuovo presidente dei Ragni di Lecco. Daniele Bernasconi, 39 anni, di Bellano, considerato a livello mondiale uno dei più forti alpinisti in attività, è stato eletto pochi giorni fa con un plebiscito di voti alla guida dei Maglioni Rossi. Ecco le sue prime dichiarazioni da "presidente".

Non poteva che essere lui il successore di Alberto Pirovano alla guida dello storico gruppo alpinistico dei Ragni. Guida alpina, geologo, professionista specializzato, tre ottomila saliti senza ossigeno di cui uno da una parete inviolata, 8b su roccia ed eccellenti prove su ghiaccio, Bernasconi è indiscutibilmente l’erede del miglior alpinismo lecchese. Uno uomo di fatti più che di parole, dallo sguardo limpido e dalla calma imperturbabile. Ecco i suoi commenti a caldo dopo l’elezione, raccolti da Montagna.tv.

Bernasconi è stato infatti eletto praticamente all’unanimità in un’assemblea dove hanno ricevuto la nomina a consiglieri Paolo Spreafico, Fabio Palma, Luca Passini, Silvano Arrigoni, Dario Cecchini e Carlo Aldè.

"Daniele merita sia dal punto di vista alpinistico che umano – ha commentato Pirovano, che guidava i Ragni da due mandati consecutivi e che ha sostenuto la sua candidatura -. L’obiettivo principale era ed è quello di riportare il gruppo ad un’attività alpinistica d’elite e soprattutto moderna. E lui è l’uomo giusto".

Un obiettivo cui il nuovo presidente contribuirà in prima persona. E’ imminente, infatti, la sua partenza per il Karakorum dove quest’estate tenterà di salire l’inviolata parete Nord del Gasherbrum I, 8.068 metri, con la spedizione di Agostino Da Polenza di cui faranno parte anche  Michele  Compagnoni, Silvio Mondinelli, Mario Panzeri, Soro Dorotei ed Hervè Barmasse.

Una spedizione destinata a segnare la storia dell’alpinismo come già aveva fatto quella all’inviolata Nord del Gasherbrum II di cui Bernasconi era stato protagonista. Stavolta, però, ci sarà un simpatico gioco di ruoli… Da Polenza, capospedizione e Ragno di Lecco, avrà tra i suoi uomini il "suo" presidente. Chi avrà l’ultima parola? Non resterà che seguire la spedizione, che di certo, non risparmierà adrenalina ed emozioni.

Daniele Bernasconi è nato il 19 giugno 1971. E’ guida alpina dal 2000 e geologo dal 1997. Da anni collabora con i progetti scientifici e le spedizioni organizzate dal Comitato EvK2Cnr. Si occupa regolarmente anche del monitoraggio frane e di attività didattiche per ragazzi, in particolare di arrampicata sportiva ed educazione ambientale, nonché di sicurezza, formazione a gruppi aziendali e team-building. Ha inoltre conseguito la qualifica di Osservatore Nivologico e di Guida Alpina Specializzata per l’insegnamento delle procedure in materia antinfortunistica nei lavori su fune.
 
In Himalaya ha salito, sempre senza ossigeno, il Makalu (8.473 metri) dalla via normale, l’Annapurna (8.091 metri) dalla parete Nord, e il Pumori (7.161 metri). La sua più grande realizzazione è però la prima salita della parete Nord del Gasherbrum II (8.035 metri), compiuta nel 2007 con Karl Unterkircher e Michele Compagnoni in stile alpino. Bernasconi ha compiuto un tentativo alla parete nord del K2 (8.611 metri) durante la spedizione K2 2004. Negli Usa ha all’attivo la via Salathe a El Capitan.
 
In Sud America, ha salito Fitz Roy e Aguja Guillamet, prima di compiere, nel 2009, la traversata da est ad ovest del ghiacciaio dello Hielo Continental con Hervè Barmasse e Giovanni Ongaro. Ha all’attivo circa 300 salite sulle Alpi di grande rilievo, alcune in solitaria tra cui la Nord Est del Badile e alcune invernali. Ha salito quasi tutte le vie più interessanti e significative nella zona Masino-Bregaglia. Nel suo curriculum, ci sono diverse salite classiche e moderne di alta difficoltà in Dolomiti, Alpi Centrali, Oberland bernese, Svizzera centrale, Wenden e Ratikon nonchè sulle Alpi Occidentali, specialmente nel gruppo del Monte Bianco. Ha sempre svolto un’intensa attività di arrampicata sportiva, tiri e boulder.
 

Sara Sottocornola

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