Turismo

Crisi: il turismo di montagna tiene

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BORMIO, Sondrio — Anche durante la crisi più drammatica del secolo, il turismo sulle montagne italiane ha tenuto: lo ha detto il ministro Michela Vittoria Brambilla annunciando a Bormio nuovi interventi legislativi per il rilancio del settore e i temi della sicurezza.

Secondo quanto riferito dal ministro, i dati del 2009 parlano di una sostanziale tenuta e sono bene incoraggianti per il futuro prossimo. La crisi economica avrebbe scalfito il nostro turismo ma non lo avrebbe affondato. Il settore, ha detto la Brembilla al secondo forum sul turismo invernale, ha retto: "Direi che forse è l’unico che abbia saputo superare la pesante crisi che ha sconvolto i mercati per più di un anno e mezzo, senza subire significativi contraccolpi sul versante occupazionale”.
 
Insomma la montagna piace e continua a piacere agli italiani. Certo sono cambiati gusti ed esigenze, tempi e modalità di fruizione. Ma stando ai dati si può parlare di un turismo tutt’altro che moribondo. "Ragionando sui numeri in percentuale – ha spiegato la Brembilla – il calo di presenze nel settore è stato del 3,1 per cento, poco rispetto alla flessione che sui mercati europei sarebbe tra il 10 e il 15 per cento. Il flusso dei turisti nelle destinazioni di montagna, in realtà, ha registrato alti e bassi, con numeri in pareggio con il 2008 per il primo trimestre, un calo a partire da primavera, un forte recupero in agosto".
 
Il mare resta la meta preferita dagli italiani, ma la montagna ha una schiera di aficionados molto consistente. Si tratta di amanti delle escursioni, delle attività sportive, dei paesaggi, della natura incontaminata e di famiglie che amano le vacanze in relax.
 
Osservando la mappa del turismo sull’Arco alpino, balza subito all’occhio come i luoghi più gettonati siano quelli del Nord Est, con il Trentino Alto Adige in testa. Mentre all’estero vincono Francia e Austria. "Se c’è un asset d’impresa che non è in alcun modo delocalizzabile questo è proprio il turismo e tutto ciò che esso produce – ha detto la Brembilla -. Valorizzare e incentivare questo settore mi pare quindi sia diventato ormai per l’Italia non solo un’opportunità ma un obbligo e una necessità per un concreto sviluppo della nostra economia".
 
Per questo il ministro ha presentato ufficialmente «il progetto delle eccellenze che prevede stanziamenti complessivi per 118 milioni di euro da investire a livello nazionale» e un disegno di legge relativo alle professioni legate al turismo montano che finalmente avranno una disciplina unitaria. "In questo settore – ha commentato il ministro – le Regioni hanno ampiamente legiferato in materia ma a livello nazionale si è creato un contesto disarmonico. Lo Stato ha il dovere di garantire criteri omogenei per l’abilitazione alle varie professioni legate alla montagna, dalle guide alpine, ai maestri di sci".
 
L’obiettivo dunque è quello di dare un forte impulso al settore del turismo montano con la creazione di figure di specialisti. Non mancheranno gli interventi sulla sicurezza: “C’è bisogno di un intervento più incisivo attraverso l’educazione della popolazione, canali di informazione martellanti, regolamentazione più rigida, sanzioni. Tutto questo sempre e soltanto nell’interesse della salvaguardia di chi vive e frequenta la montagna”.
 
Intanto, le prime previsioni del 2010 mostrano segnali di crescita sulle vacanze programmate, in particolare a febbraio.
WP

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