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Clima: le piante esotiche invadono le Alpi

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BERGAMO — Una vera e propria invasione di piante aliene – nel senso di estranee all’habitat naturale – sulle catene montuose del mondo. Sono almeno 1000 le specie vegetali esotiche che hanno messo radici sulle pendici delle montagne più alte del pianeta. E’ quanto afferma uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Frontiers in ecology and environment.

Secondo la ricerca condotta da botanici, esperti di ecologia e montagna, numerosissime specie avrebbero progressivamente invaso le montagne costringendo le “residenti” a una migrazione verso l’alto. Le migrazioni sarebbero diffuse su ogni continente. Dalle Alpi alle Ande, dalle Montagne Rocciose alle Canarie, passando per le isole del Pacifico. Emblematico il caso dell’isola di Maui, alle Hawaii. Qui i classici cespugli di Sophora stanno progressivamente lasciando spazio ai pini, introdotti dall’uomo qualche anno fa.
L’allarme diffuso dalla Cipra (la Convezione internazionale per la protezione delle Alpi) d’altronde parlava chiaro. Diceva che gli ecosistemi di montagna sono a forte rischio. Tanto che quasi la metà delle speci vegetali attualmente presenti sulle Alpi si estingueranno entro il 2100.
Ma perchè le piante migrano verso l’alto? Sono alla ricerca di freddo e neve. O meglio, di temperature adeguate alla loro crescita e di acqua. Sì perchè il riscaldamento globale in atto sta facendo sentire il suo peso anche sull’alta quota. Ne sanno qualcosa gli scienziati del Comitato Evk2Cnr che con i loro sofisticati strumenti tengono d’occhio l’Himalaya e il resto del pianeta. Lo fanno attraverso la rete Share che esegue monitoraggi costanti dell’atmosfera e rileva l’inquinamento in alta quota, consentendo di costruire modelli previsionali sulle conseguenze ambientali del fenomeno.
Le piante di montagna stanno soffrendo per il progressivo riscaldamento del clima e provano a sopravvivere spingendosi verso l’alto. Sono cinquecento le specie vegetali endemiche (cioè presenti solo in quel luogo) sulle Alpi, e tre i miliardi di alberi presenti nei boschi. Si tratta della regione più ricca di flora dell’Europa centrale. Ma anche qui le specie aliene vanno moltiplicandosi, mentre le “indigene” sono costrette a rincorrere il cielo.
Stando ai dati forniti dalla Cipra, per adeguarsi all’aumento delle temperature, ogni decennio le piante si spostano di 29 metri verso altitudini più elevate, dove trovano le condizioni che servono loro per crescere e riprodursi. La migrazione è comune a tutte le altitudini. Ma è particolarmente evidente per piante dalla vita breve, destinate a rigerarsi più volte. Il problema è che la fuga verso l’alto è destinata a finire, perchè oltre una certa quota non si sale. E così, per esempio, l’androsace alpina, piccola pianta di 5 centimetri di colore rosato che cresce sulle rocce, è destinata a veder ridotto sempre più il suo spazio vitale.
Spazio vitale minacciato oltretutto dalle nuove specie “importate” che hanno invaso le quote più basse. Così la Genziana bavarese è salita di 230 metri dal 1950 ad oggi. Mentre il Tussilago farfara è fuggito 405 metri più in alto, lasciando il posto a piante di media montagna.
Ma l’invasione di piante aliene non è determinata solo dalle variazioni del clima. Gli studiosi del network di ricerca Miren hanno rilevato che una parte consistente di questo fenomeno è dovuto alle infrastrutture viarie e ferroviarie costruite sulle montagne, che facilitano l’arrivo di piante “aliene”. Uno studio effettuato in Svizzera ha rilevato la presenza di 155 specie invasive nelle stazioni ferroviarie e di 125 sulle scarpate delle strade di montagna.
Fino al caso limite dello sparviere aureo (nella foto), introdotto per errore in un parco australiano scalzando le delicate specie locali. Questo fiore di montagna resistente al gelo è “fuggito” dal giardino di una villetta e ha letteralmente colonizzato il parco.

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