Alpinismo

UP Project, il racconto di Salini

 

SONDRIO — Una chiacchierata dal vivo che ci permette di entrare, in differita, nel mondo di UP e conoscere da vicino l’esperienza del gruppo di giovani alpinisti "new age" che seguiamo da oltre un mese.

 
Fabio Salini, quasi 36 anni, guida alpina e istruttore. E’ di una simpatia irresistibile e fa parte dei "ragazzacci" della banda di UP Project. Salini è rientrato a fine giugno dal Chogolisa per calarsi nei panni di bravo compagno e bravo papà.

Salini, un commento generale sull’esperienza fatta.

Assolutamente positivo. Positivo per la grande esperienza che ha rappresentato per me e per la mia vita alpinistica. Positivo per la compagnia, con cui sono stato benissimo. Non ci sono mai stati grandi attriti anche se, alla partenza, con alcuni eravamo pressochè degli sconosciuti. Infine, positivo per il "bottino" portato a casa: 2 vie nuove in poco più di una settimana di permanenza al campo.
 
La "Fast & Furious" e la "Green Tea". Chi ha scelto il nome delle vie?
La prima è intitolata alla bevanda che vi propinavano a ogni ora del giorno. Sono stato io a proporlo. Ma non è solo farina del mio sacco. La colpa è di Hervè che continuava a ripetere l’espressione "fast and furious" riferita a qualsiasi cosa facessimo. Era diventato un tormentone! Così una sera l’ho proposto per la via. Tra l’altro le si addiceva: è proprio una via "terrona" (nel senso di meridionale) e veloce.
 
Un giudizio tecnico sulle pareti?
Dalle foto sembravano perfette. Invece lì abbiamo scoperto che è vera e propria roccia d’alta quota. Tutta sfogliata. Infatti il Brenna ha passato i primi giorni a sempre a pulire le prese (aveva spazzole e spazzolini di tutti i tipi. Attrezzatissimo. una vera colf dell’alta quota!). Però le pareti sono bellissime. Gialle, verticali, con molte fessure.
 
Nessun rimpianto per il Kondus?
No, proprio no. Per me è andata benissimo così. Non ero mai stato nemmeno al Chogolisa. Mi è piaciuto molto, la scenografia è veramente grandiosa. C’è possibilità di fare tutto: ghiaccio, misto, arrampicata, scialpinismo. Davvero fantastico. Se penso al Kondus lo vedo solo come una bella opportunità per il futuro.
 
Non era mai stato in Pakistan?
No, mai. Ero stato solo in Nepal, al Laboratorio-Osservatorio della Piramide, per prelevare dei campioni di neve dal Pumori. E in Sud America, sull’Aconcagua, con mio padre e mio fratello.
 
Pensa di continuare con le spedizioni extra-europee?
Sì. Partire per andare in spedizione mi piace. E mi arricchisce. Forse nei prossimi mesi, con i bambini in arrivo, sarò un po’ preso e dovrò dare una mano a Silvia. Ma ormai la vita che ho scelto è questa. E’ la montagna, italiana e internazionale. Silvia lo sa ed è tranquilla.
 
Torniamo per un momento al Campo Base di UP. Qual è il ricordo più divertente?
Quando qualcuno stava male! Gli altri si divertivano un sacco a prenderlo in giro. No, a parte gli scherzi. Mi viene in mente una sera in cui io e Luca (Maspes) abbiamo fatto il karaoke. O meglio… Facevamo un gioco stupidissimo: a qualsiasi frase o parola pronunciata da qualcuno, collegavamo una canzone che ci mettevamo a cantare a squarciagola. Li abbiamo veramente tirati matti quella sera! Alla fine volevano spararci…
 
E il momento più brutto?
Stavolta ti dico davvero quando si sta male. Per il diretto interessato è bruttissimo. A me è capitato una volta e spero che non succeda mai più. La sera avevo mangiato innumerevoli fette di mango offerto dai nostri portatori (tipo un vassoio intero). Non è stata proprio una buona idea. Io poi sono delicatino! Il risultato è stato un disastro.
 
Però sembra che la ripresa sia stata veloce…
Direi di sì. Il giorno dopo già salivo con 20 kg di zaino sulle spalle e le energie non mi mancavano. E  poi abbiamo aperto la "Fast & Furious". Quello è stato il momento più bello. Anzi, il momento migliore è stato la festa che ne è seguita. Avevamo 4 o 5 cartocci di vino. Quello da 8 euro a cartoccio che però quando sei lì ti sembra buono come quello da 80 euro a bicchiere. Un brindisi indimenticabile.
 
Come organizzavate le salite?
Abbiamo fatto, all’inizio, un incontro ufficiale che abbiamo anche ripreso con il video. Abbiamo fissato 3 obiettivi. Uno, la salita di misto. Due, la Up & Down. Tre, il Capucin. Io ero nel team della salita di misto, sia per la mia specializzazione, sia perchè era la prima salita da tentare, e Luca sapeva che era l’unica possibilità di riuscita, per me, perchè sarei dovuto rientrare prima. Devo proprio dirgli grazie, perchè se non me lo avesse permesso non so se sarei tornato con un così bel risultato.
 
Nostalgia dei ragazzi?
Sì, direi di sì. Ma sono anche contento di essere qui, ora. Rifarei tutto daccapo, nello stesso modo, al volo. Davvero, meglio di così non poteva andare. I ragazzi li sento via email, e presto saranno qui, quindi…
 
Programmi per l’estate?
Dovrò un po’ dividermi. Ho un crotto vicino a Chiavenna, che gestisco solo una settimana al mese. dovrò dedicargli qualche giorno. Poi farò qualche giornata guida e vorrei andare un po’ a scalare con i miei amici.
Andrò anche qualche giorno al mare. Insieme a Silvia e a un amico. Andremo in Sardegna, così qualche volta potrò scalare mentre lei starà in spiaggia. Abbiamo conciliato bene!
 
E i bimbi quando arriveranno?
Li aspettiamo per novembre. Sono un bimbo e una bimba. Per ora hanno diversi nomi ciascuno. Sceglieremo meglio più avanti…
 
Sara Sottocornola

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