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Medaglia d'oro per i soccorritori morti

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ROMA — Medaglia d’oro al valor civile per i quattro tecnici del soccorso alpino morti sotto la valanga della Val Lasties, lo scorso 27 dicembre, mentre cercavano due turisti dispersi. La proposta è del Ministro dell’interno Roberto Maroni, che ha avviato nei giorni scorsi le procedure per il conferimento delle medaglie. E non è l’unica a riguardare il Cnsas: anche per i soccorritori precipitati lo scorso agosto sul Monte Cristallo, è in corso il conferimento della medaglia d’oro.

Diego Perathoner, Ervin Ritz, Luca Prinot e Alessandro Dantone: ecco i nomi dei quattro volontari del soccorso alpino della Val di Fassa che a fine anno hanno perso la vita tentando di salvare degli sconosciuti. I quattro sono stati investiti da una slavina intorno alle 18, mentre cercavano i due turisti che si erano spinti a duemila metri di quota con le ciaspole, senza Arva, ed erano stati travolti da una valanga caduta poche ore prima nello stesso punto.

Un gesto che le autorità italiane vogliono riconoscere in modo plateale, con la massima onorificenza possibile: la medaglia d’oro al valor civile. "E’ un riconoscimento per il generoso slancio altruistico dimostrato – ha detto Giorgio Baldracco, presidente del Cnsas -. Sono stati esempio di elevatissime virtù civiche e di spirito di soccorso".

Perchè, lo ricordiamo, i tecnici del soccorso alpino sono tutti volontari, che mettono in gioco la loro vita ogni giorno per salvare quella degli altri. E capita che la perdano, come è accaduto anche lo scorso 22 agosto sil Monte Cristallo, vicino a Cortina d’Ampezzo, dove altri 4 soccorritori sono morti precipitando con l’elicottero durante un sopralluogo su una frana. A bordo c’erano Dario De Filip, pilota del Suem, Marco Zago, tecnico del Soccorso alpino di Belluno, Fabrizio Spaziani, medico del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, Stefano Da Forno, tecnico di elisoccorso e membro del Soccorso alpino di Feltre.

"Subito dopo la tragedia – dice Fabio Bristot, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto – il presidente della provincia di Belluno Giampaolo Bottacin aveva fatto una espressa richiesta al Presidente della Repubblica per il conferimento della medaglia d’oro. Credo che la pratica sia piuttosto avanti. Ora sarebbe auspicabile che tutti avessero una cerimonia unica, visto che li accomunava lo stesso tipo di servizio".

Guardando al futuro, però, non si può fare a meno di pensare a chi, nelle scorse settimane, ha avanzato l’ipotesi che in caso di pericolo, alcune uscite di soccorso non dovrebbero essere fatte. "E’ difficile avere una regola comportamentale – risponde Bristot – perchè le variabili sono assolutamente diverse di volta in volta. Certo è che noi siamo obbligati, per statuto, a prestare soccorso in montagna. Questo non vuol dire diventare immediatamente carne da macello, perchè bisogna sempre valutare tutto con estrema attenzione, Ma purtroppo, pesso la passione per la montagna e per chi la frequenta porta a spostare il limite del rischio in avanti".

Un’organizzazione di volontari con l’obbligo di intervento, insomma. "Sì, di fatto in questo senso il soccorso alpino è parificato agli enti dello stato – spiega Bristot -. Fino ad ora abbiamo retto l’urto di una costante domanda dell’utenza, e mi riferisco al numero degli interventi che ogni anno aumenta. E’ un sistema ben organizzato, ma sarebbe bene che gli enti locali in primis, ma anche Stato, avessero sempre presente che da 55 anni esiste un’organizzazione che ha fatto interventi di estrema difficoltà e qualità, salvando la vita di decine di migliaia di persone. Spesso non lo sanno nemmeno. Una maggiore e doverosa attenzione da parte degli enti locali, e anche un riconoscimento in termini economici, non tanto per il pagamento dei volontari quanto per garantire le risorse per il servizio che svolgiamo, sarebbe opportuno".

L’intero Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, in effetti, è candidato alla medaglia "per l’incessante opera di vigilanza, di prevenzione e di soccorso svolta negli ambienti montani", come ha detto lo stesso Ministro Maroni.

“Per ciascuno di noi, comunque – ha detto Baldracco, presidente nazionale del Cnsas – la prima gratificazione consiste nello sforzo di portare a termine una missione di soccorso, e successivamente nel vedere riconosciuta la nostra attività”. Il Cnsas ha già ricevuto una medaglia d’oro nel 1969 dall’allora Presidente della repubblica Giuseppe Saragat, per l’impegno "in audaci operazioni di soccorso, nel pietoso ricupero di vittime della montagna, affrontando con intrepido coraggio, pericoli immani ed offrendo sublimi prove di abnegazione ed  eroismo. 1953 -1968”.

Sara Sottocornola

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