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L’avventura dietro uno scatto: Jimmy Chin si racconta

Jimmy Chin @YouTube

I suoi scatti hanno immortalato molte delle più importanti imprese alpinistiche degli ultimi anni. Dai free-solo di Alex Honnold al Monte Everst inisme a Ed Viesturs e il regista David Breashears, il fotografo professionista e regista Jimmy Chin, 43 anni, ha iniziato a scattare foto come mezzo per sostenere la sua passione per l’alpinismo. 

Il suo lavoro è stato pubblicato sul National Geographic e The New York Times Magazine e il suo film “Meru”, che documenta la sua salita al Meru Peak nell’Himalaya con altri due scalatori, ha vinto il premio del pubblico al Sundance Film Festival nel 2015. I suoi scatti sono l’equilibrio tra i dipinti di paesaggi della dinastia Song in Cina e la calligrafia cinese, che dice “è equilibrio e uso dello spazio”. Influenze artistiche che lo portano a  catturare vasti paesaggi, spesso con una persona inserita nel contesto naturale. In una conversazione con il NewYork Times ha raccontato il suo lavoro.

All’Everest @Jimmy Chin

Il binomio fotografia e avventura qualcosa che ti spinge fuori di casa, fuori dalla comfort zone e ti porta a cercare uno scatto “che nessuno ha mai visto prima. Devi avere una certa visuale ed essere ispirato”. 

E dietro allo scatto perfetto c’è tanto lavoro ma anche la capacità di cogliere l’attimo o lasciarsi sorprendere dalla bellezza di un paesaggio: “alcuni dei migliori lavori che faccio sono serendipiti o spontanei, e con la fotografia di viaggio devi essere veramente aperto a provare cose diverse, magari avendo un’idea e uscendo per catturarla, ma guardando attorno, anche dietro di te. Questo è ciò che rende divertente. Si tratta di essere un viaggiatore e di esplorare guardare le cose in modi nuovi, ecco perché viaggiamo in primo luogo”.

 

Alex Honnold free-solo El Capitan @Jimmy Chin

Jimmy ha parlato anche della fiducia che bisgona instaurare con chi si sta fotografando: “E’ qualcosa legato alla fiducia, perché tu stai invadento il suo spazio. Diventare invisibile a loro è il modo più appropriato per fare il mio lavoro. Loro ti lasciano entrare e ti lasciarno fare le tue cose”.

Viaggi e fotografie, e dopo un periodo in giro per il Sahara e in Himalaya Jimmy parla anche di casa: “Jackson, Wyoming, dove vivo, è incredibilmente bella e ha un aspetto decisamente diverso in ogni stagione. La fauna selvatica, l’avventura, l’arrampicata, lo sci, il kayak. Perché ci sono tante attività, c’è molto da fotografare. Questa è il punto del viaggiare: sto fondamentalmente sempre cercando di tornare a casa”.

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