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Dalla Valgardena appello al bilinguismo

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BOLZANO — "I cartelli sui sentieri dovrebbero essere scritti in entrambe le lingue. E oltre ai cartelli sarebbe ora di modernizzare un po’ anche le vedute e il modo di pensare". Arriva dalla Valgardena a l’ultimo commento sulla polemica scoppiata in Alto Adige per la segnaletica di montagna installata dall’Alpenverein in lingua esclusivamente tedesca. Christian, membro del soccorso alpino, lancia un appello alla riflessione, affichè si decida con buonsenso e non sulla base di ostinazioni ed interessi particolari.

"Abito in Valgardena – scrive Christian -. Sono altoatesino e faccio parte anche del soccorso alpino. La mia opinione? Secondo me sarebbe giusto che i nomi dei luoghi sui cartelli segnavia dei sentieri fossero scritti in entrambe le lingue: tedesco e italiano. Non vedo quale dovrebbe essere il problema".

"Da noi abbiamo il Cai e l’Avs, il soccorso del Cnsas e quello del Brd – prosegue il nostro lettore – gli uni italiani e gli altri tedeschi. E c’è chi è ostinato da una chi dall’altra parte. Nessuno vuole cedere perchè ognuno è convinto che quel che fa è giusto. Invece, non fanno altro che mandare in confusione la gente che non sa più da che parte girarsi, e provocare inutilmente situazioni scomode".

"Quante volte abbiamo detto di fare un’unica organizzazione di soccorso col nome di Soccorso Alpino Alto Adige/Bergrettung Suedtirol – conclude Christian -. Ma poi entrano in gioco i soliti interessi politici, si intromette gente ostinata che non ne vuole sapere. E alla fine, invece che risparmiare da una per rinforzare dall’altra, le cose continuano ad andare avanti così come sempre. E’ un peccato essere così ottusi. Perciò non meravigliatevi se i cartelli son scritti a sola una maniera. Oltre ai cartelli sarebbe ora di modernizzarsi un po’ e cambiare vedute e modo di pensare".

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