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Alto Adige: bufera sui segnavia in tedesco

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BOLZANO — Cartelli e indicazioni sui sentieri scritti solo in tedesco? Ci penserà la Procura della Repubblica a far rigare dritto gli altoatesini troppo “campanilisti”. La polemica, nata nei giorni scorsi in Alto Adige, sta infuriando tra escursionisti, Cai, associazioni turistiche e autorità provinciali. E sembra essere destinata a finire anche sul tavolo del ministro dell’interno Roberto Maroni.

Chi sa che “alm” significa “malga”? Come capire che il celebre “Sentiero dei castagni” ora è indicato solo come “Keschtnweg”? Disorientamento, rabbia e infine proteste ufficiali. E’ stata la nuova segnaletica installata dall’Alpenverein a scatenare prima gli escursionisti e poi il mondo turistico e politico sull’ennesima polemica di bilinguismo. Quasi tutti i nuovi cartelli posti sui sentieri altoatesini dall’associazione, incaricata di realizzare un progetto di rinnovamento finanziato a livello europeo, sono infatti esclusivamente in lingua tedesca.

Il fatto ha irritato prima di tutto i turisti, alcuni dei quali hanno aggiunto, sui cartelli, la traduzione delle scritte in italiano con il pennarello. E poi il presidente del Cai Alto Adige Giuseppe Broggi che, secondo quanto riferito da Adnkronos, dopo essere stato inondato di proteste da chi frequenta le montagne altoatesine ha annunciato di voler informare della vicenda il Ministro dell’Interno Maroni.

La bufera è presto finita a livello politico: molteplici gli interventi dei consiglieri della provincia di Bolzano, che invocano l’intervento del presidente della provincia Luis Durnwalder affinchè disponga il ripristino della cartellonistica bilingue.

“L’iniziativa dell’Alpenverein – ha detto il consigliere del Pdl Mauro Minniti al Corriere dell’Alto Adige – oltre che indelicata nei confronti del gruppo italiano e irriguardosa nei confronti dei numerosi turisti italiani, potrebbe essere anche causa di situazioni pericolose soprattutto in presenza di condizioni atmosferiche avverse”. Il consigliere comunale della Sinistra Democratica Guido Margheri ha annunciato di voler presentare un esposto in procura, mentre la collega Michaela Biancofiore del Pdl ha annunciato che del fatto verrà informato anche il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto.

Durnwalder, dal canto suo, ha avviato le verifiche del caso non mancando però di far notare che la gran parte della segnaletica, rinnovata con finanziamento Ue, è stata realizzata con cartelli bilingui, e che sono solo progetti più piccoli ad essere stati fatti solo in tedesco. Il presidente, inoltre, si è mosso in difesa dell’Alpenverein dichiarando che “solo i nomi generici vanno tradotti mentre nella microtoponomastica la storia e la tradizione del posto”.

In realtà, secondo le stime fornite dalla stampa locale, sembra che i cartelli oggetto di polemica siano decine di migliaia. E sicuramente non si pretende la traduzione di nomi propri, ma quantomeno la corrispondenza dei cartelli alle cartine geografiche.

“Il 40 per cento dei nostri turisti sono italiani e sono infastiditi da quei cartelli – ha detto alla stampa Erwin Lanzinger, presidente della Federazione delle associazioni turistiche dell’Alto Adige -. Investiamo tanto per pubblicizzare il turismo in Alto Adige e poi commettiamo un errore come quello dei segnavia solo in tedesco. Danneggia la nostra immagine”.

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