Alpinismo

Janusz Adamski, dopo la traversata illegale dell’Everest: “Non mi pento”

“Non mi pento di quello che ho fatto e sono pronto a affrontare qualsiasi battaglia legale in Nepal per salvaguardare il più grande successo della mia vita”. Così Janusz Adamski, l’alpinista polacco che ha compiuto la traversata da nord a sud dell’Everest, impresa scoperta essere poi illegale data l’assenza del permesso cinese per attraversare la montagna e di quello nepalese per scalare sul versante di loro competenza.

Raggiunto telefonicamente a Namche Bazaar dall’Himalayan Times, Adamski, che afferma che sulle montagne non esistano confini, si spiega ammettendo di essere consapevole dell’illiceità della sua azione, ma di averlo dovuto fare per coronare il proprio sogno data la quasi impossibilità di vedersi rilasciato il permesso di traversata.  

Il polacco chiarisce anche la questione dell’ossigeno: “Non sono riuscito senza l’utilizzo di bombole, come avevo progettato”, ha detto, aggiungendo che ha iniziato a farne uso da campo 3 del versante tibetano.  

Ora Adamski è atteso a Kathmandu, dove dovrà incontrare i funzionari del Dipartimento del Turismo. Quello che rischia, in base alle leggi nepalesi sul turismo e sull’immigrazione, è il divieto di ingresso in Nepal per 5 anni, di scalata per 10 anni ed una multa di 22.000 dollari.

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2 Commenti

  1. non mi piacciono le persone che non hanno rispetto per gli altri, ma chi si crede di essere, anche se scala una montagna… dovrebbe scalare dentro se stesso!

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