Alpinismo

K2, sfuma la vetta della Kaltenbrunner

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ISLAMABAD, Pakistan — "Purtroppo, non è andata. Gerlinde è in discesa". Arriva alle cinque del pomeriggio, ora pakistana, la notizia della rinuncia sul K2 anche da parte dei 4 alpinisti che hanno tenuto duro per ore, tra la fatica e la neve che arrivava al petto, nel tentativo di raggiungere la cima. La Kaltenbrunner, Maxut Zhumayev, Vassily Pivtsov, e Serguey Bogolomov pare abbiano fatto dietrofront a soli 100 metri dalla cresta sommitale. Ma non è finita: i kazaki resteranno a campo 4 e riproveranno a salire domani.

"Il tentativo è fallito, stanno scendendo tutti a campo 4. C’era davvero troppa neve e pochissimi alpinisti hanno aiutato a battere la traccia. Abbiamo attrezzato tutto, fino a sopra il traverso e il collo di bottiglia". Questo lo stringato messaggio inviato dal team kazako, che fino all’ultimo ha sperato nella riuscita del tentativo odierno, ma che si è trovato costretto al dietrofront per le impraticabili condizioni della neve.

Qualche dettaglio in più sulla salita arriva da Ralf Dujmovits, marito della Kaltenbrunner. "Gerlinde ha chiamato poco dopo le 16 – racconta l’alpinista – era tesa, triste ma sempre felice di essere immersa in quella bellezza: Gabl aveva ragione, era un giorno perfetto per la cima. Hanno fatto del loro meglio, la natura è stata ed è semplicemente più forte e bisogna accettarlo. Questo non era l’anno del K2".

Tutti e 4 – la Kaltenbrunner, i kazaki e il russo – erano alla caccia del 13esimo ottomila. Tutti senza ossigeno e senza paura di batter traccia o di doversi attrezzare la via. Putroppo, il gigante pakistano non si è lasciato "domare" e ormai per la Kaltenbrunner i giochi sono chiusi, almeno per quest’anno.

"Durante la salita – racconta Dujmovits – un enorme blocco di ghiaccio è caduto dalla cima dei seracchi ed è precipitado nelle profondità sfiorando uno degli alpinisti. La cosa ha un po’ scoraggiato il gruppo, che però alla fine ha rinunciato alla cima soprattutto per l’impossibilità di procedere nella neve alta fino al petto".

I kazaki, però, non vogliono lasciar perdere. Domani il tempo è previsto ancora bello, e vogliono sfruttare l’enorme investimento fatto oggi nell’attrezzare la parte alta della montagna. Hanno deciso di fermarsi a campo 4 e di ripartire stanotte verso la vetta. Se con loro ci sarà anche Bogolomov, non è ancora chiaro. Di certo, però, non ci sarà la Kaltenbrunner che ha deciso di scendere fino a campo 2.

"Max e Vaso hanno chiesto a Gerlinde di ritentare con loro – racconta Dujmovits – ma lei ha rifiutato. Dopo due salite senza ossigeno a 8.300 metri, la sua salute avrebbe corso gravissimi rischi".

La Kaltenbrunner torna quindi in Austria senza aver aggiunto nulla al suo palmares. L’alpinista, 12 ottomila scalati senza ossigeno, resta a parimerito con Edurne Pasaban e un gradino dietro la coreana Oh Eun Sun, che due giorni fa sul Gasherbrum I ha compiuto il "grande slam" conquistando il 13esimo ottomila e sorpassando le concorrenti.

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