Ambiente

Incendi, la prevenzione passa dal satellite

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ROMA — Gli incendi. Quando arriva la stagione secca, devastano le nostre montagne. Distruggono, anno dopo anno, pascoli, boschi e case. E stanno creando danni irreversibili a tutti gli ecosistemi mediterranei. Ma ora, grazie al satellite, sarà possibile prevenirli meglio.

E’ questa l’intuizione degli scienziati del Cnr che lavorano per l’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) di Potenza.
 
Le immagini inviate dai satelliti rivelano, infatti, la vegetazione presente sulle nostre montagne. E gli scienziati, in base questa informazione, possono individuare le aree più suscettibili al fuoco, calcolare la velocità di dispersione dell’incendio, e prevedere i tempi di ricostituzione del manto vegetale originario. Per esempio, il pino brucia prima della quercia, e l’erba prima della macchia.
 
Tutto questo grazie ad analisi comparative e storiche delle immagini satellitari relative alle zone incendiate e a rischio.
 
A diverse aree territoriali potrà quindi essere attribuito uno specifico grado di rischio, assegnato valutando diversi fattori, come il tipo di vegetazione, il suo stato, le condizioni meteorologiche del luogo (temperatura, umidità, velocità e direzione del vento, insolazione, etc.). Fondamentali, queste ultime, perché influenzando il contenuto di umidità presente nella vegetazione ne determinano la suscettibilità al fuoco.
 
 
Sara Sottocornola

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