Alpinismo

Nardi, Iurisci e Mussappi: nuova difficile via sulle Murelle, nel massiccio della Majella

Cristiano Iurisci, Daniele Nardi, Luca Mussapi hanno aperto una nuova via sulle Murelle, nel massiccio della Majella. Una salita resa difficile non solo dalla difficoltà della salita, ma anche dalle condizioni del ghiaccio e della neve, intaccate dal vento caldo dei giorni precedenti che ha squagliato la maggior parte delle colate ghiacciate normalmente sulla parete nord, con la conseguente problematicità relativa alla protezione della scalata. 

Una salita che ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, come si possa fare dell’ottimo alpinismo anche in Appennino. 

 

Testo e Foto di Cristiano Iurisci

Le Murelle è tra le principali vette del massiccio della Majella in Abruzzo. La sua parete Nord è considerata tra le più imponenti dell’Appennino centrale insieme al Paretone del Corno Grande, alla Nord del Monte Camicia, entrambe al Gran Sasso. L’altezza della Nord delle Murelle, intesa dalla base alla vetta, si aggira sui 1000m, ma solo i primi 600m sono verticali e di aspetto quasi inespugnabile, il resto, cioè la parte alta, sono solo pinnacoli e ripide pietraie detritiche.

Al momento attuale vi sono solo tre vie aperte e tracciate: la G. Di Federico (solitaria dello stesso, 1979), Oltre il sogno (C. Iurisci e Co., 2006)  ed il Gran diedro (D. Nardi e Co. 2017). Nonostante la sua severa bellezza solo pochi alpinisti ne hanno tentato la salita almeno fino a 15 anni fa, quando G. Ferretti e C. Iurisci (2001-2002), tentano la 1° ripetizione dell’unica via presente fino ad allora. Lo stesso Ferretti in solitaria effettua e un paio di tentativi di quella che poi diverrà la via del Gran Diedro. Finalmente la parete esce fuori dall’oblio durato quasi 25 anni riacquistando la sua giusta valenza alpinistica. Da allora più alpinisti (ma sempre pochi) si sono confrontati con essa, sia d’estate che d’inverno, ma causa l’avvicinamento lungo e complesso, il grosso pericolo di valanghe in inverno e il fatto che la parete rimane nascosta alla vista da lontano, la parete non ha ancora il ‘giusto’ successo e la fama che meriterebbe.

L’apertura di una nuova via alle Murelle è resa difficile non solo per l’isolamento che ne rende complicato sia l’accesso che la fuga, ma anche per gli aspetti legati alla tecnicità e alla proteggibilità della scalata. Infatti il particolare calcare di cui è composto la parete, unisce quasi sempre elevate difficoltà tecniche a scarsa possibilità di protezioni sia mobili (friend e dadi) che fisse (chiodi).

Il Gran diedro, è stato aperto in due giorni da Cristiano Iurisci, Daniele Nardi, Luca Mussapi, con bivacco in parete e in circa 12 ore di scalata effettiva oltre a 5h di avvicinamento, superando difficoltà su misto fino all’M5+ e su ghiaccio fino al grado 3. La sua linea è logica e percorre un lungo ed evidente canalone-colatoio che solca il lato destro orografico della parete. 
Assieme alla via Oltre il sogno è una delle poche vie ‘logiche’ della parete, ovvero che sfruttano i punti dei debolezza della parete, altre linee a altre possibilità sono affrontabili solo da cordate ben preparate.
 
 
Relazione di scalata: 
 
Gran Diedro – Parete NW Murelle

Daniele Nardi, Cristiano Iurisci, Luca Mussavi; 26-27 febbraio 2017

700m, ED+; 50/70°, passi 80°, M4+/3+ (AI)

L’itinerario è magnifico ma impegnativo, se non estremamente impegnativo e si svolge in ambiente sempre severo e grandioso, con un lungo accesso e complesso rientro. Inoltre parte dell’avvicinamento e della via è soggetta a imponenti valanghe. La sua percorribilità è accessibilità è dunque legata imprescindibilmente alla qualità del manto nevoso (più o meno trasformato e/o portante fondamentale per l’avvicinamento) ma anche e soprattutto alla sua stabilità che in genere si verifica solo dopo lunghi periodi di bel tempo e/o (meglio) dopo venti di caduta (garbino) che innescano valanghe spontanee. L’itinerario risale l’evidente ed enorme Diedro-Canalone immediatamente a sinistra e  a valle della base della parete Nord delle Murelle.  La quota di attacco è 1620m.

PS: La sua scalata è possibile solo in annate abbastanza nevose quando neve diretta e slavine riempiano e accorcino i numerosi salti verticale e/o strapiombanti che si susseguono lungo l’itinerario nella sua veste estiva. Consigliabile nella seconda metà dell’inverno, metà febbraio-metà marzo.

Accesso:

Dalla località Balzalo, 669 m, Pennapiedimonte (CH) si prende la lunga sterrata che conduce all’area pic-nic di Linaro, 920 m, 1h circa. Poco oltre si abbandona la sterrata e si attraversa il fiume (segnale con freccia rossa, sentiero 4A) per risalire su versante opposto per circa 150 m di dislivello dove, ad un tornante con bivio, si devia a sx (indicazione sentiero 4A1). Si prosegue ora quasi in piano e in traverso fino a ‘girare l’angolo’ e voltare a sud. Ora leggermente a saliscendi (si supera grotta con stazzo), con scorci man mano più ampi sulla profonda Valle Selvaromana e Valle Inferno come dell’himalayano versante NE delle Murelle, dopo circa 1h il traverso (q. 1140) termina e si scende rapidamente e ripidamente nella Valle di Selvaromana (tratto con corda fissa al termine se non sommerso dalla neve). Si arrva al fiume a quota 980m circa. Si risale con modeste difficoltà il canyon (ruscello, sassi levigati, tronchi, vecchi cumuli di valanga o su neve, dipenda dalle condizioni) su tracce di sentiero non sempre visibili ora a sx ora sulla dx del fondo del vallone fino a che massi più grossi e salti di cascata obbligano a piegare a dx per risalire decisamente il versante destro (salendo) della valle. Poco oltre si individua (non molto visibile) il punto in cui la valle biforca;  a sinistra valle Inferno, a destra (semplicemente si segue la valle) si prosegue nella Valle di Selvaromana, fin qui 3h, quota 1100m. Sempre su fondo valle si giunge ad un boschetto con fontana (1120m, possibilità bivacco). Ancora su fondovalle superando resti di valanghe si giunge al bivio tra la Vallevona (a sx) che porta sotto la parete nord delle Murelle e Selvaromana. 4h totali. Si risale Vallevona per circa 450m di dislivello su neve spesso svalangata (30/35°) fino all’evidente attacco a sinistra, poche decine di metri prima della base della parete vera e propria; 5h totali circa.

Relazione:

Risalire l’enorme cono di valanghe (50m 45°) alla base fino al primo crepaccio che, con meno neve, si presenta come un muro di roccia verticale e lisciato dall’acqua e difficilmente scalabile. Proseguire nel canale portandosi in prossimità del secondo risalto di misto (50m, 50/55°, sosta 2ch. tolti).

L1 risalire per 20m il canale che diviene man mano più ripido (20m da 55° a 70°) quindi ancora su neve pressa (75°) e misto facile fino alla base del camino aggettante. Su misto e piccole bave di ghiaccio (se presenti) superare i circa 8m di camino (M4+, 2ch tolti, 1 micro friend). Si esce su misto e neve pressa (5m, M3 e 80°) fino ad un pendio nevoso a 55° a sostare su roccia ove possibile (2ch tolti). 50m in tutto.

L2 Salire in canale nevoso che si impenna (80°) fino alla base del camino/cunicolo che si supera su misto (5m M5-, 1ch. tolto), quindi si esce su breve canale nevoso 60°; poi ancora su misto (5m M4-, 1ch. tolto)fino ad uscire su canale nevoso 50° sostando su roccia (2ch. tolti ove possibile, 45m in tutto).

L3: salire il breve salto su neve (10m 65°) fino ad un ripiano (45°), ancora per canale facile si supera un secondo muretto a 70° oltre il quale il canale si allarga. In alto si osserva il successivo salto di misto e ghiaccio. Proseguire in direzione di esso (50°) fino quasi a fine corda sostando a sx su 2ch. roccia tolti. (qui effettuato bivacco su ‘culle’ di neve scavate  nella stessa neve del canale)

L4: salire il canale che conduce al salto di roccia (15m 60, 70, 80°), quindi superare lo strapiombo su roccia (5m M5-, 1ch. tolto) caratterizzato da una liscia placca sulla destra. Su misto (M3) e ghiaccio/neve 75° ancora per 10m fino ad uscire su canale più aperto e facile (60°) sostando sulla destra su ch. (tolti), 50m in tutto.

L5 In breve ci si dirige verso l’ennesimo salto di misto rimontando una erta rampa nevosa (75°) fino un strapiombo/grotta che si supera (friend) a destra uscendo su misto erba gelata e roccette (75°), ancora per queste brevi saltini si prosegue su canale facile (50°) fino a sostare su roccia dopo 55m di corda (sosta 2ch. tolti).

L6 proseguire su neve max a 55° per 60m a sostare appena a destra di una profonda fenditura ascendente da sinistra a destra (2ch. sulla placca di destra tolti)

L7 si entra nell’enorme camino/imbuto caratterizzato da una placca lisca sulla destra. Su neve a ghiaccio si sale per 15m (da 70°  a 80°, 2ch roccia tolti) quindi ancora per pochi metri (ma intensi), si sale sfruttando il più possibile bave di ghiaccio sulla placca di roccia levigata (5m M5/M5+) fino a giungere al tratto più stretto del camino (1micro friend, 1 friend medio, 2ch. roccia lasciati). Si abbandona ora il camino dirigendosi a destra puntando a piccole ma più consistenti placche di ghiaccio, 4m 90° M4. Ora dritto su ghiaccio via via migliore (20m in tutto), 85° poi 75 e infine nuovamente 80° ad  uscire su canale nevoso sostando su roccione (55m in tutto).

L8 non salire il canale sovrastante ma prendere a traversare in obliquo a sinistra (15m 45°), quindi salire il canale che si apre (max 60°) andando a sostare su roccia (60m in tutto, 2ch. tolti) a sx.

L9 ancora per canale 55m 50/55°

L10 ancora per canale (55°) fino a giungere alla base di una strozzatura evidente dove il canale termina sostando su roccia a dx.

L11 attaccare qualche metro a sinistra di una profonda fenditura, quindi supera la paretina fino ad un ripiano più facile (10m M4-, 1dado, 1 friend, 1ch tolto). Ancora su misto su superano alcuni risalti di cui l’ultimo, verticale (5m M4, 1ch, 1 dado), permette di affacciarsi sul canale nevoso proveniente a destra. Si scende nel canale, lo si risale (60°) fino a passare sotto piccolo arco di roccia (M3) sostando appena a monte (2ch. tolti)

L12 seguire il breve canale (60°), superare un risalto (misto) ancora su neve fino ad una strozzatura dalla quale si esce a sinistra su ghiaccio e misto (M3+) giungendo su cuspide rocciosa che rappresenta il termine del Gran Diedro, ora si segue la crestina che sale a destra in direzioni di pini mughi sostando su di essi (30m). quota 2100m circa.

Discesa:

Salire il pendio sopra i mughi che poi diventa larga cresta (30°) puntando in direzione di tre grossi roccioni affiancati  a quota 2250m, 30min. Ora abbandonare  il crestone e salire in diagonale a sinistra puntando allo spigolo sinistro della cresta sommitale uscendo a quota 2400m circa (1h30’ da fine via). Ci si affaccia su val Forcone e la parete N del monte Acquaviva. Si scende la cresta E delle Murelle fino alla località Carozza (2160m, 2h da fine via). Ora si scende in direzione N per circa 70m di dislivello a puntare a delle grotte situate a q. 2060m). Si oltrepassano queste , quindi, sempre in traverso , si prosegue per altri 20min fino a sbucare su larghissimo pendio che scema nel pianoro ospitante il rif. Martellese (2035m, rifugio forestale sempre aperto munito di 5 posto letto e camino), 2h45’ totali. Si scende ad est verso il profondo Fosso la Valle. Con percorso obbligato si giunge in circa 2h a quota 775 dove giunge una ripida strada in cemento con piccola area pic-nic in località confini (comune di Palombaro). Su macchina si ritorna a Pennapiedimonte (25min).

 

 
 
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