Alpinismo

Chris Sharma, i prodigi di un antistar

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BERGAMO — E’ uno dei climber più forti del momento. Nonostante sia ancora giovane, Chris Sharma è ormai un mito per molti, in Italia come in Spagna e soprattutto in America, da cui proviene. Osannato spesso come "enfant prodige", vanta in curriculum numerose salite di grado 9A. Un grande talento, un giovane modesto e semplice. Ecco l’intervista rilasciata alle telecamere di Montagna.tv durante l’ultima edizione del Trento FilmFestival.

Trento, ore 9 del mattino. Sharma è reduce da una serata di festa, una delle tante che si sono svolte durante l’ultima edizione del Trento FilmFestival dove lo abbiamo incontrato. Degli altri "divi", ospiti della manifestazione trentina, a quell’ora del mattino non si vede neanche l’ombra. Ma lui arriva puntuale all’appuntamento nella hall dell’albergo.
 
Chris Sharma è un ragazzo modesto, educato, pacato. Parla di sè, della sua storia con grande semplicità, come se la sua esperienza fosse quella di tutti, fosse comune, nella norma.
 
"Quando avevo 12 anni sono andato in una palestra d’arrampicata vicino casa mia, a Santa Cruz – racconta -, tanto per fare qualcosa. Poi è finita che me ne sono innamorato".
 
Sharma ha raggiunto i massimi livelli dell’arrampicata sportiva e oggi è davvero uno dei più forti. Il suo modello? Non i suoi grandi predecessori, o quanto meno non solo. "Per me il miglior climber non è necessariamente quello che fa le cose più difficili – dice infatti -. Preferisco quelli che usano l’immaginazione, che scalano in modo passionale".
 
Ecco la sua videointervista.
 
 
Valentina d’Angella
 
 
                
                 
    

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