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Spara a trekker scambiandola per orso

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MOUNT VERNON, Usa — Omicidio di secondo grado. Questa l’accusa di cui è stato trovato colpevole un 14enne americano che lo scorso agosto ha ucciso un’escursionista durante una battuta di caccia, scambiandola per un orso. La sentenza che metterà fine alla vicenda che ha scosso lo stato di Washington, in America, è attesa per il 10 luglio.

Era il 2 agosto 2008. Il ragazzino accusato di omicidio era uscito a caccia con il fratello più grande di 16 anni, nella zona di Sauk Mountain vicino al Mount Rainier.

Nel bosco, fra la nebbia, ha visto qualcosa muoversi tra le fronde ad un centinaio di metri di distanza, e ha sparato. Il proiettile, però, ha ucciso una donna: Pamela Almli, 54 anni, che stava facendo un’escursione nel bosco e si era fermata per riporre qualcosa nel suo zaino.

"Era convinto che fosse un orso" ha sostenuto la difesa al processo. Ma non è bastato. Secondo quanto riferito dalla stampa americana, il giudice martedì scorso ha riconosciuto il 14enne colpevole di omicidio colposo di secondo grado, definendo la sua azione una "madornale deviazione" da quanto potrebbe fare un cacciatore di quell’età.

Il giudice ha riconosciuto che il giovane non poteva aver visto bene il suo bersaglio, e quindi l’ha sollevato dall’accusa di omicidio di primo grado. Però ha stabilito con chiariezza che ne è responsabile, perchè ha violato le regole elementari di sicurezza della caccia come assicurarsi del proprio bersaglio e di cosa ci sia dietro di lui. Senza contare che si trovava in una zona molto frequentata dagli escursionisti.

Sara Sottocornola 

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