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La bufala corre sul web… anche contro i lupi!

Dopo la decisione delle Regioni di validare l’impianto del “Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia” astenendosi però dall’abbattimento selettivo degli animali, i lupi possono tirare un sospiro di sollievo. Ma fa riflettere il fatto che, per farli passare come bestie pericolosissime per l’uomo, nei giorni scorsi era apparsa una notizia poi rivelatasi una grande bufala:  un video amatoriale comparso sulle pagine Facebook de «Cacciando.com», «Il Nuovo cacciatore piemontese» e «L’ululato», che sembrava girato in Val Maira (Cuneo), era invece ambientato nel Centro faunistico “Uomini e lupi” di Entracque. Tutto per far sembrare questi animali più pericolosi di quanto non siano, tanto che il Centro ha commentato così il post: “Il peggior nemico del lupo è… la bufala!”.

Il filmato mostrava la scena di alcuni lupi intenti a consumare un pasto mentre un gruppo di persone li osservava da distanza ravvicinata. Questa la didascalia: “IL PASTO DEI LUPI – In questo straordinario filmato, realizzato sulle Alpi Piemontesi (sembra si tratti della Val Maira -CN-), un branco di lupi è impegnato nel consumare i resti di un qualche animale selvatico, probabilmente un cervo. Le persone li stanno osservando da poche decine di metri, forse dalla strada, e dai loro commenti si capisce che si tratta un gruppo famigliare. Quello che appare evidente è come i lupi siano ormai molto confidenti, spavaldi, non disturbati semmai incuriositi dalla presenza umana. Avvistamenti di questo genere stanno diventando sempre più frequenti”.

La “bufala” è stata scoperta da «Life wolfalps», il progetto del Parco delle Marittime sullo studio e la tutela dei lupi, che ha postato una replica con una foto del video e il marchio «bufala». Insomma, il falso che corre sul web riguarda un po’ tutti i settori, la notizia fasulla fa gola e, quando diventa virale, riesce a sviare l’opinione pubblica. Un fenomeno allarmante che ha scomodato anche i guru di Menlo Park, in California, quartier generale di Facebook, i quali, dopo aver scoperto che il 23% degli americani condivide notizie false, ha deciso di correre ai ripari con strumenti e misure per contrastare il fenomeno. Sarà sufficiente? Questo è tutto da vedere.

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