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Precipita per 2 km: salvato dalla neve

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MOSCA, Russia — E’ precipitato per quasi 2000 metri a una velocità di 160 chilometri all’ora ed è miracolosamente sopravvissuto. Lo skydiver inglese James Boole ha aperto in ritardo il paracadute ed è caduto nel vuoto fino a schiantarsi al suolo, su una montagna della Russia. A salvargli la vita è stata probabilmente la neve.

Le immagini del video sono incredibili: si vede il paracadutista piombare come un proiettile nella neve e lasciare dietro di sè un buco di diversi metri. Dopo una caduta libera di 2 chilometri alla velocità di 160 chilometri all’ora. Guardando queste immagini nessuno scommetterebbe che sia sopravvissuto.
 
E invece James Boole, skydiver 31enne inglese dello Staffordshire, è vivo, seppure con 12 denti in meno, diverse ossa rotte e un polmone perforato. Ma del resto, viene da dire, meglio di così era difficile che potesse andare.
 
Non è chiara ancora la dinamica dei fatti. Secondo quanto ha riferito lo stesso Boole, dopo essersi lanciato dall’elicottero sopra le montagne innevate dell’est della Russia – non meglio precisate dalle fonti -, avrebbe aspettato il consueto segnale dall’equipaggio a bordo del velivolo per arire il paracadute. Un segnale che secondo lui non sarebbe mai arrivato.
 
E così la vela non si è aperta. "Quando ha guardato giù – ha dichiarato lo skydiver – mi sono reso conto di quanto ero in basso e ho capito che non ci sarebbe stato più tempo per aprire il paracadute". Boole ha caduto nella neve, lasciando dietro di sè un buco profondo diversi metri e ben visibile.
 
Subito soccorso, è stato caricato sull’elicottero e prontamente curato in una clinica di Mosca. Dopo due giorni i medici russi l’hanno dichiarato fuori pericolo. Secondo gli esperti sarebbe caduto in una posizione tale che ha attutito l’impatto.
 
L’inglese è un veterano del paracadutismo con all’attivo 2500 lanci, e si trovava in Russia per girare un documentario televisivo. Dopo aver fatto ritorno a casa, si è comprensibilmente dichiarato l’uomo più felice del mondo.
 
"Per le 48 ore successive all’incidente – ha detto alla stampa Boole – ho pensato di essere morto e che mi trovavo in una sorta di limbo o una qualche realtà ultraterrena perchè non mi sembrava possibile…come potevo essere ancora vivo?".
 
Valentina d’Angella
 
 

  

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