Montagne del passato: tre film per una parentesi di nostalgia
Tre film per tre spedizioni d'altri tempi: un viaggio nell'epoca in cui la montagna era sinonimo di ignoto.
In un presente in cui il turismo d’alta quota mostra deviazioni allarmanti, dai laghi alpini presi d’assalto per un click perfetto per i social alle vette di alcuni Ottomila che ricordano le casse affollate di un supermercato, può capitare di essere colti da una particolare sensazione. Si tratta di quel profondo desiderio, accompagnato da un velo di tristezza, di poter viaggiare nel tempo, fino all’epoca in cui le alte quote erano luogo per pochi, se non sinonimo di ignoto.
Non è una dinamica del nuovo millennio e non è esclusiva del mondo montano. Chiunque abbia visto il capolavoro di Woody Allen Midnight in Paris ricorderà bene come il filo conduttore dell’intera narrazione fosse la nostalgia per epoche precedenti, in particolare per quelle mai vissute in prima persona. Esiste un termine tecnico e affascinante che riassume questa specifica emozione: si chiama “anemoia”.
Il vocabolo è stato coniato dal neologista americano John Koenig nel 2012 all’interno di un progetto intitolato The Dictionary of Obscure Sorrows. Etimologicamente, la parola fonde i termini del greco antico ánemos (vento) enóos (mente), facendo riferimento a un vento forte, capace di piegare i rami degli alberi, proprio come fa la mente quando si volge al passato. A ben pensarci, l’anemoia agisce come un farmaco dell’anima: un rimedio a cui ci si aggrappa quando qualcosa nel presente pesa, non funziona o ha perso la sua purezza originaria.
Oggi, l’invito è a concederci una parentesi di anemoia collettiva, abbandonando i sentieri moderni per rivivere storie di montagna d’altri tempi attraverso tre pellicole.
Il viaggio inizia con Beyond the Edge, un magistrale mix di filmati d’epoca e ricostruzioni che fa rivivere l’epica prima ascesa dell’Everest di Edmund Hillary e Tenzing Norgay Sherpa nel 1953. Rimanendo sempre sul Tetto del mondo ma tornando ancora più indietro nel tempo, The Wildest Dream è una serie che accompagna alla scoperta della mitica e misteriosa spedizione del 1924 di George Mallory e Andrew Irvine. Il viaggio si conclude sulle Alpi svizzere con North Face – Una storia vera, ricostruzione del tentativo di conquista della parete nord dell’Eiger da parte di Toni Kurz e Andi Hinterstoisser nel 1936, un sogno divenuto tragedia.
Beyond the Edge
di Leanne Pooley (2014, 1 h 30 min, disponibile su Prime Video)
L’epica ascesa al monte Everest, del 1953, in cui Sir Edmund Hillary e Tenzing Norgay diventarono i primi a conquistare la vetta più alta del mondo. Il documentario utilizza filmati originali a colori, registrazioni vocali e fotografie del tempo, ricostruendo anche, come fiction, le fasi che portarono alla scalata della più alta cima del mondo.
The Wildest Dream
di Anthony Geffen (2011, 1 stagione disponibile su Apple TV e Prime Video)
Nel 1924, l’esploratore britannico George Mallory rischiò tutto per realizzare il suo sogno di raggiungere la vetta del Monte Everest. Fu avvistato vivo a soli 240 metri dalla cima, prima che le nuvole lo avvolgessero e scomparisse nella leggenda. Ora, il famoso alpinista Conrad Anker e il suo compagno di scalata Leo Houlding ripercorrono le sue orme per svelare il mistero che avvolge la sfortunata spedizione.
North Face – Una storia vera
di Philipp Stölzl (2008, 126 min, disponibile su Chili e Rakuten TV)
Tony Kurz e Andi Hinterstoisser sognano, con una scalata, di vincere una medaglia olimpica. Ma non è una scalata qualunque. Devono vincere uno dei più terribili mostri sacri dell’alpinismo: la parete Nord dell’Eiger, che ha già portato diversi scalatori alla morte. Un destino che, purtroppo, attende anche loro. La cordata, infatti, viene distrutta dalle intemperie. L’ultimo di loro muore di gelo e sfinimento a tre metri dalla mano dei soccorsi, che gli alpinisti avevano inizialmente rifiutato pensando di trovarsi vicino alla salvezza.




