Alta quota

Nanga Parbat, Holeček torna sulla Rupal: nuova sfida sulla parete più alta del mondo

Il due volte Piolet d'Or Marek Holeček torna sulla gigantesca parete Rupal del Nanga Parbat insieme a Tomáš Petreček. Otto anni dopo il primo tentativo, la cordata ceca vuole risolvere uno dei grandi problemi dell'alpinismo himalayano.

A otto anni dal primo tentativo, il fuoriclasse ceco Marek Holeček è tornato ai piedi del Nanga Parbat con un obiettivo rimasto incompiuto: aprire una nuova via sulla gigantesca parete sud della montagna, la Rupal. Ad accompagnarlo sarà ancora una volta il connazionale Tomáš Petreček, compagno della spedizione del 2018.

Per Holeček, vincitore di due Piolet d’Or e tra i maggiori interpreti dell’alpinismo esplorativo contemporaneo, si tratta del ritorno su una delle sfide più ambiziose dell’Himalaya pakistano. La cordata è già arrivata in Pakistan e punta a rimanere in montagna fino alla seconda metà di agosto, affrontando la salita nel consueto stile alpino, senza corde fisse, campi preallestiti o supporto da parte di portatori d’alta quota.

Una sfida lasciata in sospeso

Il primo assalto risale al 2018. Allora Holeček e Petreček avevano individuato una linea sulla parte centrale della parete Rupal, poco a destra della via aperta nel 2005 dagli americani Steve House e Vince Anderson. Le condizioni della montagna, però, li costrinsero a modificare il progetto durante la salita.

Dopo giorni di arrampicata su terreno misto seguirono inizialmente parte della storica linea percorsa nel 1970 da Reinhold Messner e Günther Messner, per poi deviare su un sistema di speroni rocciosi alla ricerca di un itinerario più logico e diretto verso la vetta. La spedizione si concluse a circa 7800 metri di quota, appena 300 metri sotto la cima, quando venti superiori ai 100 chilometri orari imposero la ritirata. La discesa lungo la stessa parete si rivelò estremamente complessa e pericolosa.

La parete Rupal, la più grande parete al mondo

Con i suoi circa 4600 metri di dislivello, la parete Rupal è considerata la parete montuosa più alta del Pianeta. È qui che nel 1970 Reinhold e Günther Messner realizzarono la prima salita della parete sud del Nanga Parbat, prima di attraversare la montagna e scendere sul versante Diamir, dove Günther perse tragicamente la vita.

Negli ultimi anni diversi protagonisti dell’alpinismo d’altissima quota hanno cercato nuove linee sulla Rupal. Tra questi anche Benjamin Védrines e David Göttler, che nel 2023 rinunciarono a circa 7500 metri per problemi di salute.

Nessun dettaglio sulla linea scelta

Per il momento Holeček e Petreček non hanno rivelato quale itinerario tenteranno. Potrebbe trattarsi della prosecuzione del progetto del 2018 oppure di una linea completamente diversa. L’unica certezza è l’approccio: alpinismo leggero, autosufficiente e senza compromessi. “Sappiamo che ci aspetta un compito estremo. Sentiamo tensione, rispetto e grandi aspettative, ma allo stesso tempo non vediamo l’ora di vivere ancora una volta la bellezza selvaggia e unica di queste montagne, ha scritto Petreček prima della partenza.

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