Cronaca

Andy Lewis, addio a “Sketchy Andy”. Morto in Utah il pioniere dello slackline moderno

Aveva 39 anni. Conosciuto in tutto il mondo come “Sketchy Andy”, è stato una delle figure più influenti nella storia dello slackline, dell'highline e del BASE jumping. È morto durante un lancio in tandem nello Utah insieme a un cliente.

La comunità internazionale dell’outdoor piange Andy Lewis, conosciuto da tutti come “Sketchy Andy”. Il 39enne statunitense, tra i pionieri dello slackline moderno e una delle figure più influenti nell’evoluzione dell’highline e del BASE jumping, è morto il 14 giugno durante un incidente avvenuto nello Utah nel corso di un lancio BASE in tandem. Con lui ha perso la vita anche Danny Joe Kregle, 68 anni, il cliente che stava accompagnando nel salto.

L’incidente è avvenuto nell’area di Mineral Bottom, nei pressi di Moab, una delle capitali mondiali del BASE jumping. Secondo quanto riferito dall’ufficio dello sceriffo della contea di Grand, i soccorsi sono stati allertati nel pomeriggio ma, una volta raggiunto il luogo dell’impatto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi. Le autorità stanno ancora indagando sulle cause dell’incidente e non hanno diffuso una ricostruzione definitiva dell’accaduto.

Un punto di riferimento per la disciplina

La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo. Per oltre quindici anni Lewis è stato infatti uno dei volti più riconoscibili della scena outdoor internazionale, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione dello slackline ben oltre la cerchia degli arrampicatori che ne avevano visto nascere le prime forme nella Yosemite Valley.

Nato nel 1986 in California, Lewis si impose a livello internazionale tra la fine degli anni Duemila e l’inizio del decennio successivo grazie al trickline, la disciplina che trasforma la fettuccia in una piattaforma elastica sulla quale eseguire salti, rotazioni e manovre acrobatiche. Molte delle tecniche oggi considerate standard nelle competizioni moderne portano la sua firma o derivano direttamente dalle sue intuizioni.

Ma ridurre Andy Lewis al solo trickline sarebbe limitante. La sua carriera è stata caratterizzata dalla costante ricerca di nuove possibilità e nuovi limiti. Fu tra i primi a spingere l’highline verso livelli di esposizione fino ad allora quasi impensabili, percorrendo linee sospese nel vuoto senza sistemi di sicurezza e contribuendo a ridefinire il concetto stesso di equilibrio.

Nel 2011 stabilì quello che allora venne riconosciuto come il record mondiale per il salto più alto eseguito da una slackline. Negli anni successivi continuò a distinguersi con imprese che contribuirono ad alimentare la crescita globale della disciplina. Tra queste, nel 2014, l’attraversamento in free solo di una highline di circa 180 metri nella spettacolare Castle Valley, vicino a Moab, una performance che consolidò la sua reputazione di atleta capace di muoversi costantemente al confine tra equilibrio, arrampicata e volo.

La sua notorietà raggiunse anche il grande pubblico nel 2012, quando partecipò all’halftime show del Super Bowl esibendosi accanto a Madonna davanti a oltre cento milioni di spettatori. Un’apparizione che contribuì a portare lo slackline fuori dagli ambienti specialistici e a farlo conoscere a una platea mondiale.

Gli ultimi anni e la passione per il BASE jumping

Negli ultimi anni Lewis aveva progressivamente spostato il proprio interesse verso il BASE jumping. Stabilitosi a Moab, aveva fondato una società specializzata in lanci tandem e attività formative, diventando uno dei professionisti più esperti del settore. Secondo diverse fonti aveva accumulato migliaia di lanci nel corso della sua carriera e continuava a essere una figura di riferimento per molti praticanti.

Sui social network e nei forum dedicati agli sport outdoor sono centinaia i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla notizia. Atleti, arrampicatori, highliner e BASE jumper lo ricordano come uno dei protagonisti di una generazione che ha trasformato discipline di nicchia in fenomeni globali, contribuendo a ridefinirne l’immagie. La sua morte ovviamente non è stata solo un momento di lutto e dolore, nei media ha anche inevitabilmente riportato l’attenzione sui rischi del BASE jumping, considerato una delle attività sportive più pericolose al mondo.

Con Andy Lewis scompare una delle figure simbolo della cultura slackline mondiale. Un uomo che ha trascorso gran parte della sua vita sospeso tra terra e cielo, trasformando l’equilibrio in una forma di espressione e il vuoto in un terreno di esplorazione.

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