Cronaca

Giappone: per imparare a difendersi dagli attacchi arrivano i finti orsi

Figuranti mascherati da orso per imparare a difendersi dai veri plantigradi: dietro le immagini apparentemente divertenti che giungono dal Giappone vi è un'emergenza reale.

C’è un video che negli ultimi giorni sta rimbalzando sui social, catturando l’attenzione degli utenti. Le immagini mostrano una scena apparentemente bizzarra: un uomo completamente vestito di nero, con indosso una maschera da orso, che si muove a quattro zampe nel cortile di una scuola. Ringhia, mima movenze selvatiche, mentre un gruppo di individui armati lo tiene d’occhio dietro ad alcune barricate protettive, puntandogli contro dei fucili.

A prima vista potrebbe sembrare uno sketch comico o una messinscena goliardica. Ma la realtà è decisamente distante. Si tratta di una esercitazione ufficiale organizzata dal governo del Giappone nella prefettura di Tochigi. Dietro quella maschera di plastica si nasconde infatti un’emergenza che riguarda la complessa convivenza tra uomini e plantigradi.

La caccia all’uomo-orso

Il video descrive un protocollo d’emergenza. Nella simulazione, l’uomo travestito da orso avanza lentamente verso un edificio scolastico, costringendo il personale a mettere in atto le misure di sicurezza per proteggere gli studenti, mentre polizia e cacciatori intervengono per bloccare il finto predatore. Non si tratta di una novità, né di un caso isolato. Già nel luglio 2025, la polizia giapponese e i cacciatori locali di Nikko avevano organizzato una dimostrazione simile, utilizzando petardi per spaventare il finto predatore e mostrando ai partecipanti come avvicinarsi in sicurezza all’animale dopo che era stato colpito o tranquillizzato.

Se queste esercitazioni colpiscono per la loro singolarità, le motivazioni che spingono le autorità a realizzarle sono dettate dal crescente timore di incontro ravvicinato che circola tra la popolazione.

Il Giappone alle prese con l’emergenza orso

Per capire la gravità della situazione, basti pensare che la città di Utsunomiya – mezzo milione di abitanti a circa 100 km da Tokyo – è arrivata a chiudere le sue 94 scuole primarie e secondarie dopo l’avvistamento di un solo orso nero asiatico di un metro di lunghezza nelle scorse settimane. L’animale è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza mentre correva in pieno centro cittadino davanti a due passanti terrorizzati, per poi spostarsi in zone residenziali e industriali.

Le segnalazioni di avvistamenti nel Paese hanno toccato il record storico di 50.000 in un solo anno, e gli attacchi crescono, così come cresce la preoccupazione della popolazione. A Fukushima, un orso ha ferito quattro persone, è entrato nell’ufficio di un’azienda colpendo un dipendente e si è poi rifugiato in una fabbrica, da cui è fuggito aprendo letteralmente una finestra dall’interno.

Ma perché così tanti orsi in circolazione?

Il Giappone ospita due grandi specie di mammiferi terrestri: l’orso nero asiatico (che può arrivare a pesare fino a 120 kg) e il ben più massiccio orso bruno (esclusivo dell’isola di Hokkaido, che può raggiungere i 400 kg). Entrambi sono attivi da marzo a novembre prima del letargo.

Ma perché questi giganti di pelo entrano in città? Gli esperti indicano due cause principali. La prima è la fluttuazione della produzione di ghiande e altri frutti di cui si nutrono nei boschi, che li spinge a cercare nutrimento altrove. La seconda è lo spopolamento delle aree rurali.

Il progressivo invecchiamento della popolazione e la fuga dei giovani verso le metropoli, determina la trasformazione di villaggi e periferie in aree silenziose e quasi deserte. Gli orsi, non percependo il pericolo della presenza umana, si spingono sempre più oltre i confini del loro habitat naturale. Dietro le surreali immagini dell’uomo-orso, insomma, si cela il ritratto di un Paese che sta cercando di “adattarsi” a una convivenza nuova e non facile.

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