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Trento Film Festival: a “Oltre i venti del sud” il Premio Città di Imola, l’omaggio a Renato Casarotto

Al festival di Trento assegnati il Green Film a Le Chant des Forêts e il riconoscimento del Città di Imola al film di Gian Luca Gasca, Oltre i venti del sud che racconta la salita invernale sul Fitz Roy tra memoria di Casarotto e alpinismo contemporaneo.

Alla 74ª edizione del Trento Film Festival, nella giornata di ieri sono stati assegnati due riconoscimenti speciali tra i quattordici previsti dal programma: il Premio Green Film e il Premio “Città di Imola”. Due premi diversi per vocazione, ma uniti da un filo comune: raccontare il rapporto tra uomo, natura e montagna attraverso il linguaggio del cinema.

Il Premio Green Film

Il Premio Green Film, promosso da APPA Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente e dalla Trentino Film Commission, è andato a Le Chant des Forêts di Vincent Munier (Francia, 2025, 95’). La giuria, composta da Marco Niro, Lavinia Laiti e Linnea Merzagora, ha premiato un’opera capace di costruire “un viaggio sensoriale tra suoni vividi e immagini sublimi”, sottolineando come il film riesca a superare “l’antropocentrismo” restituendo una visione profonda e interconnessa del mondo naturale. Un racconto che, nelle parole dei giurati, si traduce in “un potente monito poetico sull’impermanenza: ‘Siamo ciò che passa’”.

Il Premio “Città di Imola”

Il Premio “Città di Imola”, istituito dal CAI Imola e dal Comune emiliano, è stato assegnato a Oltre i venti del sud di Gian Luca Gasca (Italia/Svizzera, 2026, 27’). Un film che porta sullo schermo una delle salite più intense degli ultimi anni in Patagonia, intrecciando alpinismo contemporaneo e memoria storica.

Al centro della pellicola c’è infatti l’impresa invernale di Matteo Della Bordella e Marco Majori sul Pilastro Goretta al Fitz Roy, una delle linee più severe e simboliche della montagna, aperta in solitaria nel 1979 da Renato Casarotto. Un’ascensione che, a oltre quarant’anni di distanza, torna a dialogare con il presente attraverso una rilettura invernale.

La motivazione della giuria, presieduta da Tamara Lunger e composta da Mauro Bartoli, Carlo Machirelli, Nicoletta Favaron, Giuseppe Savini e Giacomo Gambi, mette a fuoco proprio questa dimensione: “L’impresa invernale di Majori e Della Bordella sul pilastro più implacabile del monte Fitz Roy, accarezza la leggenda di Renato Casarotto a quarant’anni dalla sua scomparsa, con la stessa passione che per lui era stata ragione di vita. La pellicola offre un racconto intimo, limpido e autentico, come i suoi protagonisti, di un’avventura alpinistica che supera i limiti del tempo, mostrandoci il fascino ma anche la durezza della montagna estrema”.

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Prima dell’Aurora di Chiara Zoja (Italia, 2024, 14’), esordio della giovane autrice classe 2004.

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