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Allarme zecche: con ZeccAPP si diventa sentinelle dei boschi con un click

Dalla Fondazione Edmund Mach uno strumento partecipato per mappare il rischio in Trentino e in tutta Italia.

La primavera segna, soprattutto per i meno avvezzi o meno appassionati di ambiente invernale, la stagione del ritorno tra i sentieri in quota. È il momento in cui ci si libera volentieri degli strati pesanti di abbigliamento per sudare meno e per godere del calore del sole sulla pelle. Tuttavia, il risveglio della natura porta con sé un problema sempre più serio e insidioso: il ritorno delle zecche. Un fenomeno che, secondo gli studi più recenti, è purtroppo influenzato negativamente dai cambiamenti climatici: le temperature medie in salita favoriscono infatti la loro espansione e moltiplicazione.

Le zecche rappresentano un pericolo subdolo: spesso non ci si accorge della loro presenza in ambiente mentre si cammina, in quanto estremamente piccole e spesso non ci si rende neanche conto di essere stati morsi. La zecca è un “ospite clandestino” che è frequente scoprire ancorato alla propria pelle solo una volta tornati a casa, nella migliore delle ipotesi.

Proprio per supportare la scienza e proteggere i cittadini, la Fondazione Edmund Mach (FEM) ha messo a punto uno strumento innovativo. Si chiama ZeccAPP ed è la nuova applicazione per migliorare il monitoraggio finalizzato alla produzione di mappe di diffusione e rischio delle malattie trasmesse.

ZeccAPP: cittadini e scienza uniti “contro” le zecche

ZeccAPP non è una iniziativa isolata – la FEM realizza da tempo app per smartphone sia per uso interno sia per il pubblico – ma rappresenta il primo progetto di citizen science (scienza partecipata) per la segnalazione delle zecche sul territorio trentino e nazionale.

“Il progetto – spiega Annapaola Rizzoli, responsabile dell’unità Ecologia Applicata del Centro Ricerca e Innovazione della FEM – si propone non solo di raccogliere le segnalazioni, ma anche di diffondere informazioni e strategie utili per la prevenzione sanitaria”.

L’app,  sviluppata dall’Unità Agrometeorologia e Irrigazione del Centro Trasferimento Tecnologico e disponibile per iOS e Android, integra il contributo dei cittadini e la valutazione scientifica degli esperti. Gli utenti possono inviare immagini e compilare un sondaggio su habitat e attività svolte. Le segnalazioni individuali, validate dagli esperti della FEM, verranno inserite in una mappa interattiva a disposizione di tutti, pertanto ogni cittadino potrà contribuire alla ricerca e ogni utente potrà beneficiare dei dati inviati dagli altri.

Nell’area trentina, come evidenziato dalla Provincia Autonoma di Trento (PAT) delle quaranta specie esistenti in Italia, la più diffusa risulta essere la zecca dei boschi (Ixodes ricinus). Questi parassiti prediligono i boschi di latifoglie umidi, il sottobosco e i prati incolti e il loro morso può trasmettere infezioni gravi come la malattia di Lyme e la TBE (Tick-Borne Encephalitis), una meningoencefalite che colpisce il sistema nervoso con possibili danni irreversibili. La diagnosi è spesso complessa e, nel caso della TBE, l’infezione può essere contratta anche tramite il consumo di latte crudo e derivati provenienti da animali infetti.

Proprio per questa ragione, risulta vitale aumentare il controllo e la capillarità dei monitoraggi: mappare con precisione la presenza del parassita è l’unico modo per diminuire concretamente il rischio per la popolazione e per chi frequenta la montagna. ZeccAPP nasce esattamente per rispondere a questa urgenza, trasformando la segnalazione del singolo in una difesa collettiva.

Prevenzione: i consigli per gli escursionisti

Contro le zecche è bene proteggersi seguendo alcune semplici buone norme di prevenzione. In primo luogo, considerando il fatto che le zecche non saltano – come erroneamente spesso ritenuto – ma “attendono” che l’ospite ignaro le sfiori durante il suo passaggio, conviene camminare al centro dei sentieri, evitando il contatto con l’erba alta e la vegetazione. Evitare dunque di sdraiarsi direttamente sul prato nelle zone a rischio è altamente consigliato. Da non sottovalutare anche la possibilità di caduta zecche dai rami, motivo per cui si consiglia di procedere con la testa coperta da cappello o bandana.

Sempre bene indossare calzature alte e chiuse, calzettoni più alti della caviglia, pantaloni e camicia/maglia a maniche lunghe. Preferire i colori chiari, che rendono molto più facile individuare i parassiti e spazzolarli via prima che raggiungano la pelle. Al rientro a casa si suggerisce di effettuare un accurato esame visivo e tattile della cute. Le zecche prediligono testa, collo, retro delle ginocchia e fianchi.

In caso di presenza di una zecca, è importante rimuoverla subito seguendo le norme sanitarie (usando pinzette ed evitando sostanze come olio o alcol che possono peggiorare la situazione). Se non ci si sente sicuri di riuscire a toglierla correttamente, è fondamentale non improvvisare. In questi casi è meglio rivolgersi alla guardia medica o al pronto soccorso per una rimozione sicura.

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