“La montagna è appassionata di Chuck Norris”: mito e realtà di un rapporto vero
Scomparso a 86 anni, Chuck Norris è stato molto più di un personaggio virale: un’icona dell’action e della cultura pop. Il suo rapporto poco noto con la natura, dal Lassen Peak alle escursioni oltre gli ottant’anni, lontano dai meme.
“La montagna è appassionata di Chuck Norris”.
Per anni, il gioco è stato questo: ribaltare la realtà, piegarla all’assurdo, costruire attorno a Chuck Norris una figura capace di tutto. Non è Chuck Norris a scalare una vetta, è la vetta che si arrende. Non è lui ad adattarsi alla natura, è la natura che si adegua a lui. I meme hanno fatto il resto, trasformandolo in un’icona pop globale, sospesa tra ironia e leggenda. Una narrazione così potente da travolgere qualsiasi dimensione reale, compresa quella – molto meno conosciuta – del suo rapporto con la montagna.
Perché, al netto del mito, una montagna nella sua vita c’è stata davvero. Si tratta del Lassen Peak, in California, una cima di oltre 3000 metri che Norris ha frequentato più volte nel corso della sua vita, tornandoci anche in età avanzata, per il legame che in qualche modo lo univa con questo territorio.
In uno dei suoi ultimi post, scriveva: “Che giornata! Ho avuto il piacere di tornare a fare escursionismo sul Lassen Peak. Anche se è stato doloroso vedere i danni lasciati dal Dixie Fire del 2021, la bellezza del parco continua a splendere. Camminare su quei sentieri ha fatto riaffiorare tanti meravigliosi ricordi. Mia moglie è cresciuta da queste parti e sarò sempre grato a lei per avermi fatto conoscere luoghi così magnifici”.
Nel suo post Norris fa riferimento a uno degli incendi più devastanti mai registrati in California. Il rogo, sviluppatosi nel luglio 2021, ha bruciato quasi un milione di acri (oltre 3900 chilometri quadrati) interessando vaste aree della Sierra Nevada e coinvolgendo anche il Lassen Volcanic National Park. Intere porzioni di foresta sono andate distrutte, ecosistemi compromessi e infrastrutture danneggiate, con effetti visibili ancora oggi sul paesaggio.
Ma Norris ce lo dice: la bellezza della natura continua a splendere. E colpisce che a dircelo sia il Texas Ranger, l’uomo con le muscle car in garage. Ma, alla fine, non è una questione di etichette. È la nostra essenza di esseri umani a dirci che siamo fatti per stare nella natura. Ovviamente questo non basta per definirlo un uomo di montagna, ma è sufficiente per dire che la natura ha avuto un ruolo concreto nella sua vita. Non come ambito sportivo o tecnico, ma come spazio vissuto, frequentato e anche sentito.
Poi resta il mito, quello che lo ha reso immortale ben prima della sua scomparsa. In rete si diceva che Chuck Norris non indossa il GPS: è la montagna che sa dove si trova. Oppure che non è lui a raggiungere la vetta, è la vetta che si abbassa.
Battute, certo.
Ma che, in fondo, raccontano bene la distanza tra la leggenda e la realtà.
Perché nella realtà, molto più semplicemente, Chuck Norris in montagna ci andava davvero. Anche a ottant’anni passati.



