Storia dell'alpinismo

Lorenzo Massarotto e la prima invernale in solitaria della Philipp-Flamm

Risale al gennaio del 1989 l’impresa del formidabile “Mass”, al quale occorsero ben quattro giorni per completare un’ascensione entrata nella storia dell’alpinismo

Non basterebbe un libro per “la parete delle pareti” e per i grandi alpinisti che ne hanno scritto la storia: da Solleder a Carlesso, da Livanos a Messner, da Baù a Tondini. Non solo vie nuove ma tante ripetizioni con un taglio sempre innovativo: salite in libera, solitarie ed invernali; per far vivere a ciascuno la propria grande avventura sull’ombrosa Nord-Ovest del Civetta e sui suoi slanciati pilastri.

Il nascosto diedro di Punta Tissi ha da sempre attirato l’occhio e le mire di molti alpinisti respingendo più volte i tentativi di conquistarlo. Questo fino al 1957 quando, tra il 5 e il 7 settembre, i giovani viennesi Walter Philipp e Dieter Flamm salgono per ben 37 lunghezze di corda con una manciata di chiodi per tiro fino ai 2992 metri della vetta. Inconsapevolmente i due sfiorano per la prima volta il VII grado, privilegiando l’arrampicata libera all’allora in voga artificiale. La “Philipp-Flamm” diventa subito banco di prova per gli scalatori di allora e di oggi: nel 1969 Reinhold Messner sigla la prima solitaria in giornata e, tra il 7 e il 12 febbraio 1973, arriva la prima invernale ad opera di Gian Battista Crimella, Gianni Rusconi, Giorgio Tessari e Giuliano Fabbrica. Non resta che unire queste due grandi imprese ma non è facile trovare le condizioni e, soprattutto, la motivazione e l’audacia indispensabili per una simile avventura.

Passano infatti tre inverni prima che Lorenzo Massarotto trovi “la decisione necessaria” per incamminarsi da solo sul sentiero verso la Nord-Ovest. E’ il 3 gennaio 1989 quando attacca la parete dove passerà ben tre notti all’addiaccio con la sola compagnia delle luci di Alleghe in lontananza. Dopo una partenza segnata dalla perdita del discensore, affronta con la sua sola determinazione i diedri iniziali, i camini della parte alta e il celebre passaggio attraverso la grotta. Una solitudine che forse giustifica il suo sentire il “profumo di donna” in parete appena prima dell’uscita di un chiodo a “U” sul quale si stava calando, per fortuna senza conseguenze. La stessa sensazione lo porta a cambiare percorso lungo la discesa, forse salvandogli la vita. Il sogno del “Mass” è compiuto ma le avventure sulla “Philipp-Flamm” non sono esaurite, come dimostra la ripetizione di Manrico dell’Agnola nel 1990: da solo, slegato, in 2 ore e 40 minuti.

Il Padovano solitario

Lorenzo Massarotto, nato il 17 luglio 1950 a Santa Giustina in Colle, inizia a scalare nel 1973 e, mantenendosi come disgaggiatore, sigla un decennio di grandi ripetizioni in solitaria, spesso in inverno e per primo in questo stile: la “Cassin-Ratti” e la “Carlesso-Sandri” alla Torre Trieste, la “Livanos” alla Cima su Alto, lo “Spigolo Nord” dell’Agner e “Canne d’Organo” in Marmolada.

Negli anni ‘80, acquisito un enorme bagaglio di esperienze, si mette in gioco aprendo oltre 120 vie nuove, soprattutto nelle montagne dell’Agordino. Si tratta di linee estetiche, audaci ed impegnative visto l’uso delle sole protezioni offerte dalla roccia, rifiutando il chiodo a pressione e lo spit, allora in rapida diffusione. Tra queste vie spiccano: i 1350 metri fino al VII+ di “La figlia del Naguàl” alla Terza Pala di San Lucano, con Roberto Zannini nel 1981; i 600 metri di VIII molto continuo di “non ti fidar di me se il cuor ti manca” alla Cima Gianni Costantini, con Bergamin, Sansonne e D. Zonta nel 1992; e l’ardua “Dolce dormire” alla Seconda Pala di San Lucano, con Bellin e Benvenuti nel 1995, 1400 m fino ad VIII e A1.

Massarotto partecipa anche al tentativo della cresta est del Manaslu nel 1979 con Toio de Savorgnani, Bruno di Lenna, Marco Simoni, Elvio Terrin e Maurizio “Manolo” Zanolla, interrotto a 7500 metri per il maltempo. Per lo stesso motivo non raggiunge la vetta del Fitz Roy, tentata in due viaggi. Invece ripete con successo la “Via dei ragni” al Nevado Alpamayo nel 1997 e la celebre “The Nose” su El Capitan nel 2000.

Una vita di imprese ardite interrotta il 10 luglio 2005 quando un fulmine lo colpisce durante la discesa da una via nelle Valli del Pasubio.

Oltre che nel libro “Lorenzo Massarotto, le vie”, la sua figura di grande alpinista dai folti capelli scuri e sgargiante maglione rosso o blu rimarrà impressa per sempre nella storia e nelle pieghe di quella montagna, il Civetta, che tanto ha amato e vissuto intimamente, nel suo freddo abbraccio.

Le tappe della Philipp-Flamm

  • 5-7 settembre 1973 – Prima salita di Walter Philipp e Dieter Flamm.
  • 1969 – Prima solitaria in giornata di Reinhold Messner.
  • 7-12 febbraio 1973 – Prima ripetizione invernale di Gian Battista Crimella, Gianni Rusconi, Giorgio Tessari e Giuliano Fabbrica.
  • 3-6 gennaio 1989 – Prima solitaria invernale di Lorenzo Massarotto.
  • 1990 – Manrico dell’Agnola sale in solitaria slegato in 2 ore e 40 min.
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