Alpinismo

Schivari, speed riding sul Huascarán

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TRENTO — Huascarán, parete ovest. Con gli sci e con la vela. Questo il prossimo obiettivo nel mirino di Max Schivari, che volerà in Perù l’11 maggio per tentare una nuova impresa in speed riding, sulla vetta più alta della Cordillera Blanca. "L’anno scorso ho fatto un tentativo, ma non c’erano le condizioni e non ci sono riuscito. Mi ero ripromesso di tornare. Voglio scendere da quella montagna con la vela".

Max Schivari, allora si torna in Perù?
E’ la terza volta che vado in 3 anni. Il primo anno ho fatto una spedizione prettamente alpinistica, mi sono divertito e sono tornato pienamente soddisfatto. Avevo fatto l’Alpamayo, ed altre cime famose della Cordillera Blanca, ma mi ero ripromesso di tornare per scendere dalla parete ovest dello Huascarán con la vela in speed riding. L’anno scorso ho fatto un tentativo, ma non c’erano le condizioni e non ci sono riuscito. Spero quest’anno di trovare una situazione migliore.
 
Con chi parti?
Siamo in 10 a partire, un gruppo ben nutrito, quasi tutti provenienti dal Trentino e dall’Alto Adige. A parte me, che proverò a scendere in speed riding, ci saranno altri scialpinisti, specialisti dello sci ripido (non dico estremo perchè con questa parola non vado molto d’accordo), e ghiacciatori. Ognuno di noi guarderà la stessa cima con occhi diversi: chi vedrà la linea di salita, chi quella di discesa… io poi andrò oltre, con la mia vela. Ci saranno persone forti in altre discipline. Christoph Vonmetz, per esempio che aprirà una via nuova su ghiaccio.
 
Qual è il programma della spedizione?
Il programma di massima è quello di acclimatarsi tutti sul Nevado Pisco, una cima semplice che ti porta a oltre i 5.700 metri. Poi torneremo giù e monteremo un campo base nella valle Paron dove ci sono varie cime che si prestano a stili diversi. La vetta più famosa si chiama Artesonraju, detto Arteson – la cima del logo della Paramount Pictures per intenderci – una delle montagne più belle del mondo. Poi c’è un anfiteatro di montagne bellissimo, dove si trova il Caraz, su cui Christoph vuole aprire la via di ghiaccio nuova, e la Piramide de Garcilaso. Queste cime cercheremo di salirle tutte, in 8 o 9 giorni. Dopo di che torneremo indietro per ripartire per lo Huascaran, obiettivo di tutti.
 
E una volta sullo Huascaran?
Io salirò dalla via normale in parte con gli sci da scialpinismo e in parte arrampicando, poi scenderò dalla parete ovest con la vela. Qualcun’altro salirà dalla parete ovest per la via dello Scudo, che si chiama così perchè c’è una parete di ghiaccio molto liscia che somiglia ad uno scudo. Ci troveremo in cima e poi ognuno scenderà a modo suo.
 
Quali pensi saranno le difficoltà maggiori?
Per me saranno la quota e i pesi che dovrò portare dietro. Tecnicamente lo Huascaran, per come lo farò io, non sarà difficile, la via normale si infila tra lo Huascaran sud e lo Huascaran nord e poi sale su. Poi vedremo la discesa.
 
 
Valentina d’Angella

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