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Maltempo: frane e slavine al nord

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BERGAMO — Continua a nevicare in montagna, mentre a valle e in pianura la pioggia battente non dà tregua. Il maltempo non ha ancora abbandonato l’Italia: dalla Val d’Aosta alla Lombardia e al Trentino non si contano ormai le strade chiuse per pericolo valanghe, che su tutto l’Arco Alpino è ai massimi livelli, tra il 4 a il 5. E la situazione rimarrà invariata ancora domani, mentre da mercoledì è previsto un miglioramento.

Cumuli di neve che rischiano di crollare sulle carreggiate e valanghe che cadono sui versanti delle montagne. Strade provinciali e statali non sempre percorribili e quasi ovunque con obbligo di catene, mentre la maggior parte dei passi restano del tutto chiusi. Questa lo scenario su tutto l’Arco Alpino: Alpi e Prealpi completamente imbiancati e viabilità difficile a causa delle abbondanti nevicate.
 
La situazione insomma, dalla settimana scorsa, non sembra molto migliorata. Le condizioni peggiori in queste ore si registrano ad ovest. In Val d’Aosta nelle ultime 24 ore sono caduti 65 ed i 100 centimetri di neve, la corrente elettrica è venuta a mancare in alcune località per alcune ore e moltissime sono le strade chiuse.
 
Stesso scena in Piemonte, dove piogge e nevicate non cessano e anzi si intensificano e continuano da sabato praticamente senza interruzioni. Ad Oropa, sulle Prealpi biellesi, non nevicava così dal 1959: solo ieri sono caduti sulla cittadina del celebre santuario più di 30 centimetri di neve fresca.
 
I fiocchi bianchi scendono ancora anche sulle montagne lombarde. Il passo del Maloja, che collega, a 1.815 metri di altitudine, la Valchiavenna e la Val Bregaglia con l’Engadina, unendo le due cittadine di Chiavenna e Saint Moritz, è ormai chiuso da venerdì.
 
La chiusura del valico ha causato non pochi problemi ai frontalieri che lavorano da un lato o l’altro del confine, ma le autorità elvetiche avvisano che il provvedimento è stato reso indispensabile per il forte pericolo valanghe presente sulla strada che conduce in Engadina.
 
Difficile la viabilità anche sulla Statale 36 dello Spluga. Lo scorso weekend, molti turisti diretti nelle località sciistiche sono rimasti bloccati con l’auto perchè senza catene e senza gomme da neve. Le carreggiate infatti, erano coperte di neve e su diversi tornanti le macchine hanno dovuto fermarsi paralizzando così il traffico e creando lunghe code.
 
Tantissima neve anche sulle Orobie, dove oltre i mille metri il manto supera l’1,30 centimetri, mentre oltre i 2000 metri suepra i 2 metri. Le situazioni più critiche, per quel che riguarda il rischio valanghe e la viabilità in queste ore si registra in Val Brembana e Val Seriana.
 
Alto il rischio di slavine a Foppolo e San Simone, in particolare quest’ultimo paese è rimasto isolato perchè si teme che una valanga possa cadere sulla via che sale dopo l’abitato di Valleve. La strada che porta in Val Brembana nel weekend è stata aperta solo per un paio d’ore la mattina e un paio il pomeriggio.
 
Critica anche la situazione a Valbondione a causa delle abbondanti nevicate che hanno investito la località nei giorni scorsi. Dopo il sopralluogo compiuto sulla montagna da esperti nei giorni scorsi alla conca di Avert, 1900 metri, per constatare il pericolo di distacco della neve, è stato constatato il pericolo di una valanga, al punto che oggi le autorità potrebbero decidere di intervenire per provocarne artificialmente la caduta.
 
In Trentino e Alto Adige le nevicate sono diminuite di intensità, anche se fiocchi bianchi cadono ancora oltre gli 800 metri di quota. Lo stesso vale per il Friuli Venezie Giulia e per il Veneto, dove i maggiori problemi alla viabilità sono causati a fondo valle dalle forti piogge.
 
Il maltempo insomma, non accenna a diminuire sulla Penisola: se al centro e al sud Italia le piogge torrenziali provocano allagamenti, frane e conseguenti chiusure di strade, al nord è la neve a regolare la viabilità. E sarà così almeno fino a domani. Da mercoledì poi, le precipitazioni dovrebbero dare una tregua, quanto meno sulle Alpi, anche se il cielo dovrebbe rimanere nuvoloso.
 
 
Valentina d’Angella

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