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Troppa neve: le Alpi restano al buio

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TRENTO — Le forti nevicate lasciano le montagne al buio. Oltre 60mila persone sono rimaste senza elettricità in Trentino ieri mattina. La neve infatti, scesa sulle Dolomiti in quantità che non si ricordavano dal lontano ’85, ha provocato la caduta di alberi e pali della luce, causando black out totali in molte vallate. Stessa situazione in Val Bondione, in Val Camonica e in altre valli delle province di Bergamo e Varese, dove i paesi resistono grazie a piccoli generatori di emergenza.

I black out si sono verificati per lo più ieri mattina, ma vista la gravità dei danni è probabile che la situazione non si risolverà in breve tempo. Questo almeno nelle zone più colpite dalle nevicate di questi giorni, come nelle vallate delle Dolomiti, che non vedevano precipitazioni così abbondanti da più di vent’anni.
 
La troppa neve infatti ha provocato la caduta di alberi sui tralicci elettrici. In Trentino oltre 60mila persone sono rimaste al buio a causa di interruzioni su 4 cabine principali e 32 linee. Secondo la Protezione civile il problema è un pò diffuso su tutta la provincia e squadre di Vigili del fuoco volontari e forestali stanno attualmente dando una mano ai tecnici della la società locale per l’energia per ripristinare il servizio.
 
Le situazioni più critiche si trovano in Val di Non, in Val di Sole, in Val di Cembra e nella zona di Pinzolo Campiglio, dove molte scuole sono state chiuse. Ma già dall’altro ieri l’elettricità è mancata anche nell’alta Val Pusteria, a Senale-San Felice e nei comuni di Fié, Castelrotto e Ultimo.
 
E i black out non riguardano solo il nord est, ma anche altre aree di montagna, come quelle della Lombardia. In Valceresio, Valcamonica, Valbondione e Valbrembana molti paesi sono rimasti al buio. L’Enel ha provveduto nel tardo pomeriggio a portare nei comuni interessati dei generatori d’emergenza, dal momento che la situazione non tornerà alla normalità prima di qualche giorno.
 
A complicare le operazioni poi, la difficile circolazione sulle strade, dove si viaggia a passo d’uomo anche con catene e gomme da neve, nonostante il continuo lavoro dei mezzi spartineve e dei spargisale. Per non parlare dei numerosi alberi caduti sulle carreggiate a causa del maltempo, o del pericolo valanghe che ha provocato la chiusura di diversi tratti, come in Valle Taleggio, nella parte terminale della strada provinciale 25 da Avolasio di Vedeseta, o sulla provinciale del Passo di San Marco.
 
 
Valentina d’Angella

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